La mia Resistenza della Brigata ebraica e socialista
Commento di Lidano Grassucci
Testata: Informazione Corretta
Data: 25/04/2026
Pagina: 1
Autore: Lidano Grassucci
Titolo: La mia Resistenza della Brigata ebraica e socialista

La mia Resistenza della Brigata ebraica e socialista

Commento di Lidano Grassucci

Lidano Grassucci e il suo libro: “Ucraina. La guerra vista da lontano”. La  mia recensione. - Fatto a Latina

Lidano Grassucci

 

​Resistere, non sottostare all'ingiusto. Io, per questo, ci sono nato.

​Siamo stati i ribelli della palude, liberi nel fango, negati dai signori e braccati dai loro scherani. Sto, senza esitazione alcuna, con chi esercita il "diritto di resistenza" contro l’oppressione. Il fascismo è stato il male assoluto; e in armi la mia parte ha combattuto l’ingiustizia, l’arbitrio, la sopraffazione.

​Diciamoci la verità: la libertà che respiriamo oggi è il sangue che non avevano più i tanti che liberi non sono potuti restare. Lo dico con l’orgoglio di un socialista. Ma aggiungo una verità necessaria: la Resistenza è stata plurale. È stata dei monarchici, dei repubblicani, dei liberali e degli azionisti; è stata dei cattolici, dei socialisti e dei comunisti. È stata lo sforzo immenso di americani, inglesi, polacchi con i loro eserciti.

​Le Radici della Scelta

​A questo mio essere socialista aggiungo, con la stessa forza, l’essere sionista. La Brigata Ebraica ha partecipato attivamente alla liberazione di questo Paese; non risultano palestinesi da questa parte della barricata. La nostra libertà è figlia della scelta cosciente, in armi, di chi era già libero nello spirito, non di chi non possedeva neppure l’idea di libertà.

​La nostra Resistenza — quella di chi, come i miei, militava sotto le insegne di Giustizia e Libertà — era diversa da quella di chi sognava Patrie dove la giustizia veniva barattata con la fine della libertà. La nostra idea di Patria, figlia del pensiero di Mazzini, non poteva essere uguale a quella di chi voleva "fare come in Russia". La mia convinzione che la religione fosse "oppio dei popoli" non era la stessa di chi combatteva pregando per la gloria dei santi.

​Una Lotta, Molte Bandiere

​Dobbiamo ricordare i monarchici — e furono molti — che per restare fedeli al Re salirono in montagna o scelsero l’internamento nei lager piuttosto che servire la vile Repubblica Sociale. La loro Resistenza è diversa da quella di chi oggi vorrebbe trasformare quella lotta nell’esclusiva di una propria utopia privata. Non dimentichiamo i militari del rinato Esercito Regio che combatterono dopo l'8 settembre.

​La Resistenza è stata un oceano di ragioni diverse unite contro un unico nemico: il nazifascismo.

​Rivendicare l’Identità

​Ciascuno rivendichi la propria Resistenza. La mia è quella delle Brigate Matteotti, di Giustizia e Libertà, dei repubblicani e dei ragazzi della Brigata Ebraica. Porto le mie bandiere con orgoglio: non voglio celare quelle degli altri, ma non tollero che le mie vengano oscurate da un falso unanimismo.

​Noi socialisti abbiamo combattuto per una libertà che fosse anche per gli altri. La Brigata Ebraica ha combattuto per la dignità contro lo scempio dell'umanità, per difendere il diritto a un’esistenza sicura, per sempre. La Resistenza ha la bandiera del sole che sorge; è la fede che l’ingiustizia non si sconfigge con i buoni sentimenti, ma con il coraggio delle armi — sia in montagna che a Sion.

​A chiunque pretenda di monopolizzare la Resistenza di tutti, rispondiamo con le parole di un grande tra i nostri, Pietro Calamandrei:

​«...morti e vivi con lo stesso impegno

popolo serrato intorno al monumento

che si chiama

ora e sempre

RESISTENZA.»

takinut3@gmail.com