L’attentato alla Rue des Rosiers a Parigi: una giustizia tardiva?
Commento di Michelle Mazel
Testata: Informazione Corretta
Data: 20/04/2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: L’attentato alla Rue des Rosiers a Parigi: una giustizia tardiva?

L’attentato alla Rue des Rosiers a Parigi: una giustizia tardiva?

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://www.dreuz.com/2026/04/attentat-de-la-rue-des-rosiers-justice-tardive-327229.html

 

Michelle Mazel

La fine di una lunga caccia all'uomo? L'uomo che è tuttora solo “il presunto responsabile” di uno degli attentati più sanguinari commessi in Francia, è stato estradato dall’Autorità Palestinese, consegnato alla Francia il 16 aprile, e posto in custodia cautelare in attesa di comparire davanti alla corte d'assise appositamente costituita per i reati di terrorismo. Sono trascorsi quasi cinquant'anni in cui Hisham Harb viveva una vita tranquilla, mentre le famiglie delle vittime attendevano che fosse fatta giustizia. Da quel 9 agosto 1982, giorno in cui un commando appartenente al movimento di Abu Nidal aveva attaccato un obiettivo primario: il ristorante Goldenberg in Rue des Rosiers. Era ora di pranzo ed era affollato. Dopo aver lanciato una granata contro gli ospiti, i terroristi – scusate, nel clima attuale dovremmo parlare di “attivisti per la causa palestinese” – hanno aperto il fuoco contro clienti e dipendenti. Poi il commando lanciò una seconda granata, uscì dal ristorante e fuggì a piedi, sparando sulla folla. Il bilancio: sei morti e ventidue feriti. I servizi segreti francesi – forse con l'aiuto di un servizio amico – avevano rapidamente identificato i principali sospettati; tuttavia, solo nel 2015 la magistratura francese ha emesso un mandato d'arresto nei confronti di Hisham Harb. L'Autorità Palestinese, sul cui territorio si trovava, ha ignorato il mandato con la sua solita arroganza. Inoltre, nel 1988 la Germania aveva emesso un mandato di arresto nei suoi confronti per un attentato commesso nel 1985 all'aeroporto di Francoforte, che aveva subito la stessa sorte. Solo in un'occasione – e probabilmente sotto la pressione delle famiglie delle vittime – la Francia ha mostrato tenacia. Il presidente Macron ha posto l'arresto del terrorista multi recidivo, come prerequisito per il riconoscimento della Palestina. Una decisione impopolare, ma le autorità di Ramallah non hanno opposto resistenza a lungo, vista l'importanza della questione, e Hisham Harb è stato arrestato il 17 settembre 2025. Cinque giorni dopo, la Francia riconobbe ufficialmente una Palestina che era ancora priva di tutti gli elementi costitutivi di uno Stato. Il presidente Mahmoud Abbas, eletto nel 2013 e tuttora in carica nonostante la scadenza del suo mandato, ha tuttavia esitato a ordinare l'estradizione del terrorista, come aveva promesso a Macron. Solo ora ha ceduto alla pressione. Ammar Dweik, l'avvocato che rappresenta Hisham Harb, non riesce a nascondere la sua indignazione: l'estradizione di un cittadino palestinese costituisce, ai suoi occhi, “una grave violazione della Legge fondamentale palestinese e un pericoloso precedente.” Adottata nel 2003, questa legge è purtroppo rimasta una pura finzione, poiché l'Autorità Nazionale Palestinese la viola quotidianamente. Si era impegnata in particolare ad aderire senza indugio alle dichiarazioni e alle convenzioni internazionali e regionali sui diritti umani, a garantire l'uguaglianza davanti alla legge senza distinzione di razza o religione, la libertà di culto, di espressione, di riunione e la tutela della libertà personale. L'avvocato fa riferimento a questo scenario fittizio. Quello è il suo lavoro. Spetta al tribunale esercitare il proprio e garantire che giustizia sia fatta, finalmente.

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