A Buchenwald con la kefiah?
Commento di Michelle Mazel
Testata: Informazione Corretta
Data: 13/04/2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: A Buchenwald con la kefiah?

A Buchenwald con la kefiah?

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://www.dreuz.com/2026/04/keffiehs-a-buchenwald-326985.html

 

 

Michelle Mazel

Entrare nel campo di Buchenwald indossando una kefiah? Vorremmo poter dire che questa sfrontatezza, per non dire questa oscenità, è inconcepibile. Eppure è stata necessaria una sentenza del tribunale per bloccare questa provocazione.                                                                                      Lo scorso anno, durante la commemorazione dell'ottantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento nazista dove furono assassinate 56.000 persone, un tribunale tedesco ha stabilito che il memoriale del campo di concentramento di Buchenwald aveva tutto il diritto di negare l'ingresso ai visitatori che indossavano kefie palestinesi, rafforzando così il diritto del sito di limitare i simboli politici sul suo territorio. Nonostante ciò, i membri di un movimento chiamato “Kefie a Buchenwald” avevano annunciato l'intenzione di manifestare quest'anno domenica 12 aprile davanti a questo campo di concentramento. Perché questo nome? Perché si tratta di attivisti filo-palestinesi che “intendono rendere omaggio alle vittime del genocidio e del fascismo” e combattere “contro tutti i genocidi, in particolare quello attualmente in corso in Palestina.” Perché scegliere questa data? Perché segna l'ottantunesimo anniversario della liberazione di questo campo e sarà il luogo della tradizionale commemorazione. “Kefie a Buchenwald” gode del sostegno del gruppo tedesco “Voce ebraica per una giusta pace in Medioriente” e della “ Rete internazionale ebraica antisionista”, la cui organizzatrice, Rachael Shapiro, si scaglia contro quella che definisce “l’insistenza della istituzione commemorativa (della liberazione del campo) sulla singolarità e l’eccezionalità del genocidio nazista degli ebrei europei.”                                                      Un'insistenza il cui scopo, a suo dire, sarebbe quello di “fornire attivamente copertura alla partecipazione e al finanziamento da parte della Germania del massacro di massa dei palestinesi.” E ha aggiunto: “In quanto ebrei, omosessuali e altri antifascisti, molti di noi figli e nipoti di sopravvissuti e di persone perseguitate e assassinate durante il genocidio nazista, ci opponiamo fermamente allo Stato tedesco che impone le condizioni per la commemorazione.”                                     Un ragionamento la cui logica appare discutibile. Come previsto, l'annuncio del raduno, organizzato su invito dell'associazione “Kefie a Buchenwald,” aveva scatenato un'accesa polemica in Germania, scrive Le Figaro, “con diverse personalità politiche che lo hanno giudicato inappropriato .”  Inappropriato? È un eufemismo; ci si sarebbe aspettati sentenze ben più severe. In effetti, la polizia locale aveva giustamente vietato l'assembramento, probabilmente perché, svolgendosi durante la commemorazione annuale, avrebbe potuto provocare scontri e disordini pubblici. L'associazione ha presentato immediatamente ricorso. Invano. Il tribunale ha confermato il divieto di assembramento imposto dalla polizia. I giudici di un tribunale di Weimar hanno ritenuto che la manifestazione avrebbe potuto “minare la dignità delle vittime” del regime nazista che avevano sofferto nei campi, Ma non festeggiamo troppo presto.                                                                                                                                   Nella sua infinita saggezza, la Corte ha autorizzato la manifestazione nella stessa data nella città di Weimar, a dieci chilometri dal campo di concentramento.

takinut3@gmail.com