"Al liceo Agnesi di Milano, una conferenza contro la Memoria"
Commento di Andrea Atzeni
Andrea Atzeni
Che dispositivi normativi come la Nota ministeriale sulle Manifestazioni ed eventi pubblici all'interno delle istituzioni scolastiche o, prima ancora, le Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola siano lettera morta, mere gride manzoniane, ce lo ricordano di continuo le ripugnanti iniziative messe in campo dai vari istituti scolastici nel disinteresse generale.
Il 9 aprile prossimo, per esempio, tutte le classi del liceo statale “Gaetana Agnesi” di Milano assisteranno a una conferenza dal titolo “Riflessione sulla giornata della Memoria e sull’attualità geopolitica internazionale”. Si tratta, com’è evidente e come vedremo meglio di seguito, dell’ennesimo evento scolastico con lo scopo di sminuire, relativizzare, infangare, rovesciare e sostituire la memoria della Shoah tramite la propaganda palestinista. Non si può evitare anzitutto di chiedersi quanti “progetti didattici” di questo genere vengano rivolti impunemente ai giovani nelle nostre scuole da docenti e dirigenti accecati dal pregiudizio e dal conformismo ideologico.
Sulla relativa circolare leggiamo che “l’appuntamento offrirà agli studenti l’opportunità di confrontarsi con due figure di rilievo: Francesco Vignarca, Coordinatore delle Campagne della Rete Pace e Disarmo, esperto di analisi dei conflitti armati, spese militari e percorsi di disarmo. Widad Tamimi, Scrittrice e Attivista per i Diritti Umani, autrice di opere che intrecciano memoria, identità e narrazioni contemporanee”.
Vignarca è un sedicente pacifista fin troppo noto per dover essere qui presentato. Basti dire che negli ultimi mesi farnetica di “decenni di occupazione illegale, apartheid, invasione di Gaza con massacri e pulizia etnica, attacco ad almeno cinque paesi sovrani”. E aggiunge: “non basta che (per ora) distruzioni e massacri si siano fermati per affermare che non è (stato) genocidio”.
Tamimi ama invece presentarsi come (nata) “apolide”, “figlia di un profugo palestinese fuggito dall’occupazione israeliana del 1967 e di una donna di origini ebree”. Sono cose che piacciono negli ambienti che invocano la pace tra le due parti con ingenuità mista a ipocrisia, e che qui la trovano incarnata in una sola persona: un po’ ebrea, ma solo per le “origini”, giusto per esorcizzare le accuse di antisemitismo, e un po’ palestinese, ovviamente profuga da occupazione (che sarebbe poi la Guerra dei sei giorni). Aggiungiamo solo che Tamimi scrive sul Manifesto articoli con titoli autoesplicativi come “Dalla fessura di Rafah passa il codice non scritto dell’esilio”, “Sotto il cielo degli altri: l’apartheid della sicurezza”, “Via da Gaza, deportazioni mascherate da evacuazioni”, “La burocrazia italiana condanna a morte le voci di Gaza”, “I fantasmi di Gaza inghiottiti nel buco nero del genocidio”. Naturalmente ha scritto pure lei il solito romanzo autobiografico, dal titolo ancora più significativo Dal fiume al mare. Ma su Repubblica ha assicurato che “non vuole essere una provocazione”.
Nota ministeriale alla mano, rileviamo quindi che la conferenza scolastica prevede la presenza di ospiti niente affatto “esperti di specifica competenza e autorevolezza” (sono meri attivisti a senso unico), che non favoriscono “una approfondita e il più possibile oggettiva conoscenza dei temi proposti” (ovvero del Giorno della Memoria e dell’attualità geopolitica), e neppure realizzano “il dialogo costruttivo e la formazione del pensiero critico attraverso il libero confronto di posizioni diverse” (entrambi demonizzano a gara Israele), né possono educare gli studenti “a saper cogliere la complessità della realtà che li circonda” (fanno l’esatto opposto).
Gli uffici ministeriali locali e centrali non possono certo essere al corrente di tutto quel che capita nelle scuole. Questo episodio però è già stato più volte segnalato, anche da parte nostra (sempre senza alcun riscontro). Che cosa ha intenzione di fare al proposito il Ministero? I docenti promotori della disinformazione e dell’odio riceveranno adeguate sanzioni disciplinari? E i dirigenti responsabili subiranno mai conseguenze per le loro gravi negligenze e connivenze?
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