Ci mancava solo questo assist agli antisionisti
Commento di Enrico Cerchione
Testata: Il Riformista
Data: 03/04/2026
Pagina: 4
Autore: Enrico Cerchione
Titolo: Ci mancava solo questo assist agli antisionisti

Riprendiamo dal RIFORMISTA di oggi 03/04/2026, a pag. 4, il commento di Enrico Cerchione: "Ci mancava solo questo assist agli antisionisti".

Il mio amico antisionista non aspettava altro. Lui si dichiara di sinistra, è amico degli ebrei perché è d’accordo con Gad Lerner e Monia Ovadia. Legge la Repubblica e festeggia il 25 aprile ormai senza nessuno sconforto se non c’è la Brigata ebraica, così come partecipa al Gay Pride Judenfrei senza farsi troppi problemi. Ha fatto i suoi post pieni di risentimento per il “genocidio”, che non ha cancellato dopo i numeri dati da Hamas e Onu, e ha anche partecipato con emozione alla Flotilla, ma neanche un minimo pensiero è stato scritto per il massacro dei giovani iraniani, perché quei numeri, 30mila, non sono verificabili, mentre quelli del Ministero della Salute dei nazisti di Gaza sì.

Ebbene, il mio amico antisionista, con l’aria di una maestrina del “te l’avevo detto io!”, non aspettava altro di incontrarmi e di puntare il dito su quella che lui chiama l’Israele fascista di Netanyahu, confermata dal progetto di legge sulla pena di morte per i terroristi. Non sa – perché informarsi più dei titoli oggi è un lusso per pochi – che in Israele la pena di morte esiste da 70 anni e solo un mostro ne è stato vittima. Non è importante che questa legge sarà probabilmente bocciata dalla Corte suprema, perché il festeggiamento di un estremista in Parlamento chiarisce bene la natura di tutto il Paese. Il mio amico non è interessato al fatto che in tutti i Paesi circostanti (e non solo) la pena capitale esiste ed è applicata con disinvoltura.

La verità, in tutto questo, è che il mio amico antisionista è antisemita e non lo sa. Ma è colpevole in ogni caso, come quelli che muti hanno accettato le Leggi razziali perché così facevano tutti.

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