Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 31/03/2026, a pagina 1/III, l'analisi di Giulio Meotti dal titolo: "In Iran sarebbe terribile non finire il lavoro. Intervista a Eyal Hulata, ex Mossad".
Giulio Meotti
“Gli iraniani stanno cercando di resistere dopo essere stati colpiti duramente. Proveranno a tirare la corda il più possibile e mi sorprenderei se cedessero alle richieste americane. Hanno bisogno di apparire il più forti possibile”. Così al Foglio Eyal Hulata, che ha servito nel Mossad per 23 anni, compresa la direzione del Dipartimento di pianificazione strategica del servizio segreto israeliano, prima di diventare consigliere per la Sicurezza nazionale nei governi di Naftali Bennett e Yair Lapid e oggi alla Foundation for defense of democracies. “Riusciranno a resistere quando i loro ranghi sono stati colpiti, le loro capacità erose e il loro isolamento rafforzato nella regione?”.
Gli Stati Uniti sono sul punto di inviare forze via terra. “Se per ‘boots on the ground’ ci si riferisce a ciò che gli americani hanno fatto in Iraq e Afghanistan, conquistare il paese e attuare il nation building, è molto chiaro che Trump non ha alcuna intenzione di intraprendere una campagna anche solo lontanamente simile in Iran” prosegue Hulata al Foglio. “Quindi potrebbe trattarsi di un’operazione diversa, come prendere le isole nello Stretto di Hormuz”. Se Trump si ferma ora e la campagna raggiunge un punto di saturazione senza risultati definitivi, sauditi, emiratini e gli altri paesi arabi potrebbero vedere il loro modello in crisi a lungo. “Qual è l’alternativa per loro, avvicinarsi all’Iran? La mia comprensione è che, anche se non volevano che questa guerra iniziasse, la leadership di quei paesi ora ha visto il vero volto dell’Iran. Non hanno attaccato l’Iran, non lo hanno provocato, non hanno nemmeno sostenuto Israele o gli Stati Uniti e non sapevano nemmeno che la guerra sarebbe iniziata. Eppure, sono stati attaccati dall’Iran. Penso che lo prendano molto sul serio, riguardo a come l’Iran vede il loro ruolo nella regione. Lasciamo Israele da parte per un secondo: sauditi ed emiratini non hanno un’alternativa strategica agli Stati Uniti. Cosa faranno? Affidarsi alla Cina e all’Iran come alternativa all’occidente? Non è nella loro cultura. Quindi credo che capiscano di avere un problema con un aggressore, come sanno da tempo. Stanno affrontando gli houthi da molto. L’Iran ha attaccato l’Arabia Saudita nel 2019, prima degli accordi di Abramo, e non aveva nulla a che fare con gli attacchi a Israele. Lo hanno fatto perché pensavano che fosse un modo per mettere sotto pressione gli americani. In questo senso, penso che Israele stia giocando un ruolo costruttivo, perché la nostra capacità di aiutarli è significativa e credo che lo sappiano”.
Stati Uniti e Israele non possono accettare lo scenario in cui il materiale nucleare arricchito resta nelle mani del regime. “Questo è il rischio maggiore che ora stiamo correndo. Quei 460 chili di uranio arricchito sono stati lasciati nelle mani iraniane anche dopo la Guerra dei dodici giorni, ma siamo riusciti a danneggiare così tanto le infrastrutture intorno da far sì che non ci fosse più alcun arricchimento in Iran dal giugno 2025 a oggi. E’ il periodo più lungo senza arricchimento da quando l’Iran ha iniziato ad arricchire l’uranio. Ma il rischio è sicuramente cosa accadrà alle scorte di materiale arricchito. Credo che Israele metterà un grande impegno, sia di intelligence che operativo, per assicurarsi che quei container di uranio arricchito restino esattamente dove sono, sotto le macerie di Isfahan. Penso che saremo in grado di capire se l’Iran sta cercando di tirarli fuori e di rispondere di conseguenza, perché l’Iran non dovrebbe avere accesso a quei container. Ovviamente preferirei che questo materiale fosse fuori dall’Iran. Ma se non c’è capacità militare americana o una concessione negoziata iraniana per farlo, allora dovremo tenere un occhio operativo aperto, come israeliani”.
Hulata, infine, ne ha per l’Europa. “Credo che le priorità europee siano completamente distorte. Sembra che per l’Europa sia più importante condannare Israele e Trump che capire la realtà vera di ciò che sta accadendo. Voglio assicurarmi che tutti si rendano conto che l’Iran è stato in grado di lanciare missili balistici con una gittata di quattromila chilometri. Posso dirvi che non sono stati fatti per Israele. Non hanno bisogno di missili da quattromila chilometri per colpire Israele; per noi usano quelli da duemila. L’Europa può continuare a chiudere gli occhi sulla vera natura e sulle intenzioni degli iraniani e sul ruolo dell’Iran nel minare la sicurezza nazionale europea. Questo spetta all’Europa deciderlo. Sta a voi decidere quali sono le vostre priorità. Capisco il desiderio di stabilità e tranquillità, ma ci sono davvero dei cattivi là fuori che stanno attaccando il modo di vivere europeo. Sembra che Israele sia incapace di elaborare questo argomento. Purtroppo anche gli americani non riescono a farlo. Spero che voi europei non dobbiate subire conseguenze e che vi sveglierete da soli”.
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