Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 29/03/2026, a pagina 1/2, l'analisi di Giulio Meotti dal titolo: "Succede solo all’Onu".
Giulio Meotti
Un capolavoro di cinismo degno del teatro dell’assurdo che va in scena da decenni a Ginevra. Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, organo che ormai da tempo ha trasformato la difesa dei diritti in uno strumento di propaganda, si appresta a conferire un mandato di grande delicatezza a una figura che incarna perfettamente la distorsione sistematica del linguaggio e dei princìpi. Un organismo che dovrebbe vigilare sui diritti umani metterà una voce indulgente verso i regimi a indagare sugli sforzi delle democrazie per limitarne la capacità di nuocere. Racconta il Wall Street Journal che l’accademica palestinese Zeina Jallad sarà la nuova Special rapporteur sulle “misure coercitive unilaterali”, eufemismo per indicare le sanzioni imposte da Stati Uniti ed Europa contro regimi totalitari o terroristici.
La Jallad, ora consulente dello Special rapporteur sul diritto al cibo Michael Fakhri, che accusa di genocidio Israele, ha un curriculum di posizioni inequivocabili.
La Jallad ha criticato il boicottaggio di Hamas dopo la sua vittoria elettorale del 2006, ha sostenuto che prima di condannare il massacro del 7 ottobre bisognerebbe ricordare il “6 ottobre”, ha invocato l’espulsione di Israele da ogni foro internazionale e, quando faceva parte della commissione d’inchiesta sulla Siria, ha puntato il dito contro le sanzioni occidentali piuttosto che contro il regime di Bashar el Assad. In altre parole, la candidata ha dimostrato in più occasioni di considerare le sanzioni – lo strumento principale con cui le democrazie tentano di contenere dittature, programmi nucleari illegali e finanziamenti al terrorismo – come il vero crimine contro l’umanità, mentre le violenze, le repressioni e i progetti genocidari dei regimi diventano “contestualizzazioni” o atti di “resistenza”.
Il mandato che le verrebbe affidato fu creato nel 2014 su iniziativa dell’Iran con il caloroso sostegno di Russia, Cina, Venezuela e Cuba. La relatrice uscente, la bielorussa Alena Douhan, ha trasformato il suo ufficio in una sorta di agenzia di pubbliche relazioni per autocrati.
Si aspetta con curiosità i prossimi rapporti della dottoressa Jallad: chissà quali nuove acrobazie retoriche inventerà per assolvere Teheran, Mosca o Pechino e per criminalizzare chi osa opporsi a loro. Il circo onusiano continua a riservare sorprese, purtroppo sempre nella stessa direzione.
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