Antagonisti e pro-Pal scendono in piazza
Analisi di Francesca Musacchio
Testata: Il Tempo
Data: 27/03/2026
Pagina: 9
Autore: Francesca Musacchio
Titolo: Israele e governo nel mirino. Così antagonisti e ProPal vogliono accendere la piazza

Riprendiamo da IL TEMPO del 27/03/2026, a pag. 9, con il titolo "Israele e governo nel mirino. Così antagonisti e ProPal vogliono accendere la piazza", l'analisi di Francesca Musacchio.

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«Costruire un embargo dal basso contro Israele» e contrastare la «criminalizzazione dell’antifascismo». Sono queste alcune delle parole d’ordine che circolano sulle piattaforme antagoniste alla vigilia del corteo di sabato a Roma, delineando una piazza che va ben oltre la semplice mobilitazione pacifista. Non solo protesta contro la guerra, ma una linea di conflitto politico ed economico esplicitata nei contenuti diffusi online, con l’attacco alla Lega che ha preparato una proposta di legge per definire terroristi gli Antifa, sul modello americano. La manifestazione, preavvisata in Questura, dovrebbe portare nella Capitale, secondo gli organizzatori, circa 15.000 persone. E oggi alle ore 17 è previsto il tavolo tecnico del questore per definire il dispositivo di sicurezza che verrà adottato. Nel frattempo, i materiali pubblicati sui siti di riferimento dell’area antagonista chiariscono il perimetro della mobilitazione. Tra i messaggi l’invito che arriva dai Giovani palestinesi in Italia, che hanno anche redatto un dossier sulle esportazioni militari ed energetiche verso Israele da parte dell’Italia, a «costruire un embargo dal basso contro Israele», indicando come obiettivo la pressione diretta su relazioni economiche e istituzionali. Non una generica presa di posizione, ma una strategia che punta a colpire interessi concreti. Sul versante interno, invece, si parla di «criminalizzazione dell’antifascismo», inserendo la manifestazione dentro uno scontro più ampio con le istituzioni e denunciando un contesto di repressione. «Il deputato Eugenio Zoffili – si legge nei post sui blog d’area – ha esplicitamente richiamato l’esperienza americana e la linea adottata durante la presidenza Trump contro gli “Antifa”». E ancora: «Siamo di fronte a una proposta politica che anticipa un possibile intervento normativo, ma che intanto costruisce un terreno culturale e giuridico. Un terreno pericoloso. Perché ciò che viene messo in discussione non è solo un insieme di pratiche o comportamenti, ma una categoria politica: l’antifascismo. Cioè uno dei fondamenti stessi della Costituzione italiana. La proposta si inserisce perfettamente nella traiettoria già tracciata dai decreti sicurezza: non colpire più solo i reati, ma l’appartenenza. Non punire ciò che si fa, ma ciò che si è o si rappresenta». È su questi contenuti, dunque, che si misurerà la reale composizione della piazza. Gli organizzatori parlano di marcia popolare, ma le piattaforme che rilanciano la mobilitazione sono le stesse utilizzate per convocare proteste, campagne e iniziative dell’area antagonista. Canali strutturati, non spontanei, che definiscono linguaggio e obiettivi. «Il processo autoritario e guerrafondaio si combatte insieme – si legge in uno dei messaggi che rimbalzano sui canali Telegram – per questo No Kings Italy, il 27 e il 28 marzo, raccoglie a Roma una coalizione di più di 700 realtà contro i re e le loro guerre». La stessa organizzazione, il movimento No Kings Italia, ammette una partecipazione ben più ampia, con pullman da tutta Italia e numeri difficili da quantificare. Il dispositivo di sicurezza verrà definito nei dettagli oggi, ma il quadro già delineato è quello di una manifestazione formalmente pacifista, attraversata da componenti che parlano di embargo, repressione e scontro politico. Forse non sarà solo una piazza contro la guerra, ma una manifestazione che si prepara a qualcosa di più in nome della dottrina «antigoverno».

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