Antisemitismo 2026
Commento di Michelle Mazel
Testata: Informazione Corretta
Data: 22/03/2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: Antisemitismo 2026

Antisemitismo 2026
Commento di Michelle Mazel
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://www.dreuz.com/2026/03/antisemitisme-2026-326302.html

 
Michelle Mazel

Ormai è "normale" chiedere la distruzione dello Stato ebraico. E' il nuovo antisemitismo, uguale al vecchio, aggiornato a questi anni '20

In passato, l'antisemitismo si basava su degli stereotipi. L'ebreo dal naso adunco, dall’espressione subdola, dallo sguardo sfuggente, dai cernecchi. Condannato ad essere errante in eterno per aver ucciso Cristo. L'usuraio spietato, il famigerato Shylock di Shakespeare; il traditore: “Che Dreyfus sia colpevole,  io lo considero per la sua razza”, scrisse Maurice Barrès. Insomma, gli ebrei suscitavano disprezzo, disgusto e odio viscerale, e alla fine si è arrivati alla Shoah.

La rinascita dello Stato ebraico ha ribaltato questa immagine, sostituendola con quella del sabra, simbolo di salute, capace di far fiorire il deserto e di emergere vittorioso da una serie di guerre. Si doveva trovare qualcos'altro. Ed ecco la risoluzione 3379. Essa fu adottata il 10 novembre 1975 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, descrivendo il sionismo come una forma di razzismo. Fu revocata solo nel 1991. Questo non ha convinto tutti. Inoltre, la proposta non è stata approvata all'unanimità: ci sono stati 111 voti a favore, 25 contrari e 13 astensioni. E allora continuarono a circolare le accuse più incredibili, spesso diffuse da dei rappresentanti delle Nazioni Unite e da dei leader europei. Gli ebrei vengono descritti come genocidi e colpevoli di crimini contro l'umanità, proprio come i nazisti di un tempo. Manifestazioni su larga scala che chiedono apertamente la distruzione dello Stato ebraico; attacchi contro luoghi sacri ebraici e contro gli ebrei. C’è Internet e ci si può informare. Il problema è che la mancanza di obiettività dei media rende il compito difficile. Due esempi. Sappiamo che sono state le atrocità commesse dai terroristi di Hamas sul suolo israeliano – filmate e trasmesse in tempo reale dagli stessi assassini – il 7 ottobre 2023, e il sequestro di ostaggi, a provocare l'attuale conflitto con Israele. Eppure parliamo della sofferenza dei gazawi, che hanno applaudito immediatamente a queste atrocità mentre avvenivano, delle distruzioni, e tacciamo sulla tragedia dei kibbutz e delle comunità di confine devastate; gli abusi sessuali, le torture e la fame subiti dagli ostaggi non sono stati condannati da tutti. Sono stati promessi miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza, ma Hamas continua a rifiutare di disarmarsi. E oggi lunghi articoli sono dedicati agli intensi bombardamenti dell'esercito israeliano sul Libano, con in primo piano donne, bambini e anziani disperati che si chiedono perché siano stati cacciati dalle loro case e perché le loro abitazioni siano state distrutte. Ci “dimentichiamo” di dire che è Hezbollah il responsabile della loro sorte. Su richiesta del suo capo iraniano, l'organizzazione terroristica ha scelto di sacrificare il Libano e di aprire un nuovo fronte, bombardando giorno e notte le popolazioni civili del Nord di Israele. Ciò implica l'impiego di migliaia di missili e droni. Ma è inutile cercare immagini delle case sventrate, dei raccolti devastati e delle famiglie disperate, della corsa frenetica alla ricerca di un rifugio precario: così vicini al confine, si hanno solo pochi secondi…

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