I pasdaran chiedono 2 milioni di dollari per attraversare lo stretto di Hormuz
Cronaca di Niccolò Salvatori
Testata: Il Tempo
Data: 21/03/2026
Pagina: 11
Autore: Niccolò Salvatori
Titolo: I pasdaran chiedono due milioni di dollari per attraversare lo stretto di Hormuz

Riprendiamo da IL TEMPO del 21/03/2026, a pag. 21, con il titolo "I pasdaran chiedono due milioni di dollari per attraversare lo stretto di Hormuz ", l'analisi di Francesca Musacchio.

Stretto di Hormuz chiuso dopo l'attacco in Iran, i Pasdaran bloccano il  passaggio delle navi: le conseguenze
L'Iran prova di ricattare il commercio mondiale nel tentativo di spostare la pressione diplomatica su Stati Uniti e Israele

L'Iran ha autorizzato un numero limitato di container ad attraversare lo stretto di Hormuz, otto secondo il Financial Times, nove secondo Lloyd's List. Secondo diverse fonti ben informate e a conoscenza diretta dei transiti, almeno un operatore di petroliere avrebbe pagato una somma all'Iran per attraversare lo Stretto di Hormuz, mentre diverse altre petroliere sarebbero passate dopo controlli e interventi diplomatici da parte iraniana. Diversi governi, tra cui India, Pakistan, Iraq, Malesia e Cina, starebbero discutendo direttamente con Teheran i piani di transito delle navi, dato che i funzionari del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno istituito un sistema di registrazione navale, ancora in fase embrionale, per le navi «approvate» al fine di garantire un passaggio sicuro. Almeno nove navi hanno ormai lasciato lo stretto attraverso il corridoio "sicuro" che permette alle imbarcazioni di attraversare le acque territoriali iraniane passando per l'isola iraniana di Larak, utilizzata dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie e dalle autorità portuali per la verifica visiva delle navi. Lloyd's List non è stata in grado di stabilire se in ciascuno dei nove casi siano stati effettuati pagamenti. A quanto risulta finora, solo una petroliera avrebbe effettuato un pagamento, che si aggirerebbe intorno ai 2 milioni di dollari, nell'ambito di un accordo per il transito attraverso lo stretto. Non è ancora chiaro come sia stata possibile la transazione, viste le estese sanzioni in vigore contro l'Iran. Il traffico lungo il percorso è crollato dall'inizio della guerra il 28 febbraio scorso, con più di un terzo delle navi in transito in questo periodo sottoposte a sanzioni Usa, europee o britanniche (analisi Afp), più della metà delle petroliere e metaniere in transito in questo periodo colpite da sanzioni. Dal 16, tutte le navi che vanno verso ovest (per caricare) appartengono alla flotta fantasma di Mosca, che si tratti di petroliere o metaniere, e dominano ampiamente il traffico. Un totale di 3.200 navi sono bloccate nella zona. Dal primo al 19 marzo ci sono stati solo 116 passaggi, con un crollo del 95% del traffico rispetto ai tempi di pace, secondo i dati analizzati dalla società di analisi sull'energia globale Kpler. Di questi, 71 sono stati effettuati da petroliere, più della metà delle quali cariche e dirette verso est, verso cioè l'uscita. Un'analisi di JP Morgan indica che la maggior parte del petrolio che transita dallo stretto è destinato all'Asia, principalmente alla Cina.

 

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