Il proclama fantasma di Mojtaba Khamenei
Analisi di Francesca Musacchio
Testata: Il Tempo
Data: 21/03/2026
Pagina: 10
Autore: Francesca Musacchio
Titolo: Il proclama fantasma

Riprendiamo da IL TEMPO del 21/03/2026, a pag. 10, con il titolo "Il proclama fantasma", l'analisi di Francesca Musacchio.

Iran, nuovo messaggio di Mojtaba Khamenei: ma Guida Suprema non si fa vedere
Mojtaba Khamenei fa proclami e annunci, eppure la nuova Guida Suprma non si è ancora fatta vedere lasciando non pochi dubbi sul suo stato di salute

«Il nemico è stato sconfitto». Mojtaba Khamenei non si fa ancora vedere e sentire ma ieri, nel giorno del Nowruz, il Capodanno iraniano, arriva il secondo messaggio scritto diffuso dai media di regime. E mentre la nuova Guida Suprema rivendica la vittoria, altri vertici della teocrazia vengono eliminati. «I nemici della Repubblica islamica sono stati sconfitti», scrive Khamenei nelle undici pagine attribuitegli. E ancora: «Attualmente, grazie all'incredibile unità che si è creata tra voi, concittadini - nonostante tutte le differenze di origine religiosa, intellettuale, culturale e politica - il nemico si sta sgretolando». Nel messaggio, diffuso integralmente dai canali ufficiali, la linea tracciata è quella della resistenza, dell'unità e della tenuta del sistema. «Il nemico pensava che il popolo avrebbe rovesciato il regime islamico entro uno o due giorni», ma «il nemico non è riuscito a dominare e dividere l'Iran». L'idea che «uccidere un leader potesse rovesciare il governo» viene definita una «illusione». Nonostante i toni duri e la rivendicazione della vittoria, Mojtaba rimane invisibile. Forse ferito o addirittura morto. Nelle ultime ore, infatti, sono tornate a circolare notizie non confermate sul suo decesso. Ma quello che rimane del regime lo mostra vivo e lo offre alla propaganda di guerra come leader che guida e vince. Nel frattempo, sul terreno, la guerra procede in direzione opposta alla narrazione ufficiale. Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato una nuova ondata di eliminazioni mirate ai vertici del sistema iraniano. Tra questi, Mehdi Rastami Sh'mastan, figura chiave del ministero dell'Intelligence, coinvolto nella pianificazione di attività terroristiche all'estero. Eliminato anche Esmail Ahmadi, capo dell'intelligence della Forza Basij, uno degli uomini centrali nella gestione della repressione interna e delle operazioni contro Israele. Nello stesso attacco sono stati colpiti altri comandanti di alto rango. E ancora: Ali Mohammad Naini, portavoce dei Pasdaran e responsabile della propaganda del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, ucciso in un raid confermato anche dagli stessi Pasdaran. A questi si aggiunge Mehdi Qureishi, comandante delle forze aerospaziali dei Pasdaran, indicato come ucciso negli attacchi a Isfahan. Una sequenza che colpisce intelligence, propaganda, catena operativa e capacità militare, mentre da Teheran si parla di vittoria. Nel messaggio, infatti, Khamenei insiste sulla dimensione interna: «Una delle strategie del nemico è la sua operazione mediatica con l'intento di danneggiare l'unità nazionale». E invita i media a «evitare di concentrarsi sui punti deboli». Poi aggiunge, riferendosi agli iraniani: «Ma voi, in questo mese benedetto, avete unito il digiuno al jihad e avete creato una vasta linea di difesa in tutto il Paese, con trincee salde in numero pari ai luoghi di lotta, ai quartieri e alle moschee, infliggendo così al nemico un colpo tanto sconcertante da spingerlo a pronunciare parole contraddittorie e farneticazioni molteplici, segni di mancanza di lucidità e di debolezza cognitiva». E sul piano economico, Mojtaba rilancia la linea della «economia di resistenza all'ombra dell'unità e della sicurezza nazionale», riconoscendo però che «il nemico punta a sfruttare le debolezze economiche e gestionali di vecchia data». Sul piano esterno, invece, nega gli attacchi contro Paesi terzi. Quelli contro Turchia e Oman sarebbero «un piano che il nemico sionista mette in atto». E allo stesso tempo apre a relazioni con Afghanistan e Pakistan, chiedendo di «stabilire migliori rapporti tra loro». Ai toni trionfalistici di Mojtaba, che ha pure augurato un «anno di sventura per i nemici dell'Islam e dell'umanità», si sono unite le minacce del portavoce delle forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi, che ha preso di mira funzionari e militari israeliani e americani: «Non saranno al sicuro nei resort o nei centri turistici di tutto il mondo - ha detto - stiamo tenendo d'occhio i vostri codardi funzionari e comandanti, piloti e soldati malvagi. D'ora in poi, in base alle informazioni in nostro possesso su di voi, il lungomare, i resort e i centri turistici e di intrattenimento del mondo non saranno sicuri nemmeno per voi».

 

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