Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi 20/03/2026 a pag. 12, il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "L’antisemitsimo di successo diventa antisionismo scientifico".
Fiamma Nirenstein
Se si guarda in viso Joe Kent, ecco un tipo giovane e vispo: ha capito che l’antisemitismo è una gran bella carta politica, e gioca sul sicuro. La teoria della cospirazione della lobby ebraica. Un classico. Gioca duro: non è da tutti dimettersi da direttore del National Counterterrorism Center, un bel posto, perché non condivide la scelta di una guerra intrapresa “a causa di pressioni esterne, e particolarmente da parte di Israele e della sua potente lobby americana”. Dice nella lettera: “L’Iran non poneva un pericolo imminente per la nostra nazione”, e quindi gli ebrei hanno brigato per far credere una bugia. Ma è una bugia? L’Iran degli ayatollah ha fatto negli anni dalla rivoluzione più di 1000 morti americani in attacchi terroristi, ha rapito centinaia di americani, ha portato 180 attacchi alle basi e alle truppe degli USA, ha accumulato 460 chili di uranio arricchito pronto all’uso di 11 bombe atomiche, ha perfezionato sistemi di missili balistici transoceanici e di droni molto pericolosi, ha armato proxy che hanno agito anche in America col terrore, dopo aver condannato a morte gli USA per 47 anni.
Semmai è strano che gli USA non si fossero mossi prima. È stata la “Lobby israeliana” il perfido burattinaio che ha ipnotizzato Trump? La base della balla è classica: i Protocolli dei Savi di Sion sono solo un importante esempio di teoria della cospirazione per il dominio ebraico del mondo, da essa le teorie naziste e sovietiche, poi una “Rotschild Conspiration” e infine le varie Ilhan Omar, Tucker Carlson, Candace Owen: ci sono le "Élite globali”, la guerra come strumento di dominio… quella con l’Iran viene disegnata con la pulsione imperiale di Netanyahu, altro che “from the river to the sea”, dal Tigri all’Eufrate al Mar Mediterraneo e via via. Da noi l’Albanese, o Di Battista, fanno parte del classico mondo delle teorie della cospirazione. Ora, attenzione: Kent non parla di “lobby ebraica”, ma della “potente lobby di Israele”: così si introduce l’antisionismo come antisemitismo. Kent può contare su una solidità d’acciaio per le sue teorie: è dagli anni 60, sull’onda delle teorie staliniste che poi sono state acquisite dall’ONU di Waldheim, che si è scardinata l’idea del sionismo dalla sua versione reale, un movimento indispensabile per il popolo ebraico sia dal punto di vista della sua storia plurimillenaria che lo ha sempre riportato da indigeno a casa anche quando ne veniva cacciato; sia dal punto di vista della necessità di ogni popolo, specie quello ebraico sempre perseguitato, di vivere difeso da confini.
Dagli anni 60 la parola “sionismo” è stata violentata, ormai si insegna nelle scuole, nelle università ed è diventata lectio comune, come scrive Adam Louis Klein su Sapir, che il sionismo è scientificamente destituito di valore. Anzi, è razzismo, come votò l’ONU nel 1975: se oltre a ebreo sei sionista aderisci, è certificato dalla scienza delle università finanziate dal Qatar! Al movimento colonialista! Niente fu più stravolto: come gli ebrei furono bruciati vivi per essere sanguinari uccisori di bambini per il pane azzimo a Pasqua, ora sono criminalizzati, come sionisti, perché occupano una Terra altrui. Che invece è loro. Anzi, come i nazisti li accusarono di volere “eliminare il popolo tedesco” i moderni antisionisti li accusano di “genocidio”. Nell’insegnamento delle cattedre di storia mediorientale e di storia delle religioni il sionismo non è più il sacro legame di Israele con la sua terra d’origine, ma fame di terra altrui. Kent lo sa: è una scelta potentissima. Se pratichi questa strada, ormai puoi contare sull’appoggio politico internazionale, sul MAGA di destra, sui soldi del Qatar, su Mamdani, sui comuni che ti offrono la cittadinanza onoraria, perché, certo, difendi i poveri e gli oppressi. Puoi sperare su un sostegno di massa, tanto da essere eletto. Vale per l’Albanese, vale per Kent che al Congresso ci aveva già provato e ora si è giocato il posto nel governo Trump sulla carta antisemita, un Jolly.
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