Immanuel Kant non me lo ricordavo così
Editoriale di Daniele Capezzone
Testata: Il Tempo
Data: 19/03/2026
Pagina: 1
Autore: Daniele Capezzone
Titolo: Immanuel Kant non me lo ricordavo così

Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 19/03/2026, a pag. 1, con il titolo "Immanuel Kant non me lo ricordavo così", l'editoriale di Daniele Capezzone. 

 Confessioni di un liberale. Daniele Capezzone al Caffè della Versiliana  Giovedì 14 luglio, ore 18:30 - Versiliana Festival
Daniele Capezzone

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Un cortocircuito morale sempre più evidente porta parte del dibattito pubblico a relativizzare figure legate a regimi repressivi, mentre si radicalizza il giudizio sui leader democratici.
La leggerezza con cui si attribuiscono etichette raffinate a protagonisti della violenza politica rivela una perdita di orientamento etico

C'era un limite, o dovrebbe esserci. Posso capire che Trump sia urticante. Posso capire che la guerra spaventi. Posso capire molto, o almeno ci provo. Ma, a prescindere dal resto, non dovremmo mai smarrire una bussola morale, un orientamento etico, la capacità di distinguere tra il capo di un paese democratico (che può essere votato, o cacciato via, o fatto oggetto di impeachment) e un macellaio dalle mani insanguinate. E invece no. La notizia di ieri, come Il Tempo vi ha raccontato, è stata l'eliminazione da parte di Israele di uno dei peggiori criminali del regime iraniano, Ali Larijani, uomo chiave della «sicurezza» di Teheran, feroce teorico della repressione (a casa) e del terrorismo (fuori). Sapete come lo ha definito Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Tenetevi forte: «Pragmatico». E Repubblica, da sempre autoproclamata cattedra laica e democratica? «Un pragmatico che amava Kant». Non è uno scherzo. Non è una diabolica macchinazione dell’intelligenza artificiale. È tutto tragicamente vero. Come se qualcuno avesse usato queste parole in passato, o le usasse oggi, per Heinrich Himmler, o, cambiando versante ideologico, per i più zelanti collaboratori di Stalin. E invece, con una leggerezza che toglie il respiro, l’ostilità ideologica verso Trump (o Musk, o Thiel, per i loro odiatori ossessivi tutti intercambiabili) è tale da rendere «accettabili» a molti anche dei criminali conclamati. Paradosso nel paradosso: a Trump si applica un metro rozzo, come se fosse un selvaggio non meritevole di altro, mentre a dei macellai internazionali si «prestano» finezza e sensibilità. Immanuel Kant, qui, lo ricordavamo diversamente: «Critica della ragion pura», «Critica della ragion pratica», «Per la pace perpetua». Il nostro Matteo Cassol immagina oggi una sorta di «dialogo» tra Kant e Larijani. Per noi, ovviamente, è un esercizio impossibile, per mostrare la distanza incolmabile tra bianco e nero. Per altri, c'è da temere, tutto è ormai confuso e indistinto. Sono intellettualmente disonesti e moralmente flaccidi.

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