Polizia del Qatar a Milano 17/03/2026
Analisi di Mattia Preto
Autore: Mattia Preto

Polizia del Qatar a Milano
Analisi di Mattia Preto


Mattia Preto

L'incredibile scorta che il Qatar ha inviato a Milano

Durante le Olimpiadi invernali la polizia del Qatar ha collaborato con le forze dell'ordine italiane, una presenza che è passata inosservata ma che sicuramente non può che lasciare qualche dubbio vista la situazione dei diritti umani in Qatar e le sue ambigue posizioni geopolitiche

Si sono da poco concluse le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, ma il tema sportivo non sarà al centro di questo articolo. Chi ha avuto il privilegio di assistere ai Giochi dal vivo avrà probabilmente notato, accanto alle nostre forze dell’ordine, agenti con una mimetica diversa dal solito, con varie sfumature di blu: ad indossarle erano forze speciali del Qatar. Si trattava di unità della Forza di Sicurezza Interna del Qatar, giunte in Italia nell’ambito di un accordo bilaterale sulla sicurezza siglato nel settembre 2025.

Le forze qatariote hanno affiancato quelle italiane per tutta la durata dell’evento, non soltanto nei pressi degli impianti olimpici, ma anche in punti nevralgici di Milano e Cortina. Sono state coinvolte persino in servizi di sicurezza per eventi sportivi collaterali, come la partita Inter-Juve, in particolare per il settore ospiti. In totale, gli uomini impiegati nella task force sono stati 271. Per molti di loro l’esperienza ha rappresentato soprattutto un’occasione di addestramento, in particolare per le unità operative in ambiente montano, che hanno potuto affinare le proprie capacità di intervento sulla neve. Durante le Olimpiadi non si sono registrati gravi problemi di ordine pubblico legati agli eventi sportivi (fatta eccezione per alcune proteste anti-Olimpiadi), e la presenza delle forze qatariote è stata più visibile che operativa.

Resta tuttavia inevitabile interrogarsi sulla natura di questa collaborazione. Il Qatar è un Paese che nel tempo ha offerto protezione ai terroristi di Hamas e noto per le sue violazioni dei diritti umani. Già in occasione dei Mondiali di calcio del 2022, al di là dell’aspetto sportivo, le polemiche si concentrarono proprio su questi temi: in particolare sulle condizioni dei lavoratori stranieri impiegati nella costruzione degli stadi, sottoposti a turni estenuanti e a temperature elevate, circostanze che in diversi casi portarono alla morte di operai. A ciò si aggiunsero le restrizioni simboliche, come il divieto per i capitani delle squadre di indossare la fascia con i colori arcobaleno, in un contesto in cui l’omosessualità è considerata reato.

Dopo i Mondiali del 2022, non ci saremmo mai aspettati che le forze di sicurezza del Qatar venissero addirittura premiate con la possibilità di esercitarsi in Italia, per di più durante le Olimpiadi. Una scelta che si inserisce nel quadro della posizione del Qatar sul piano dei diritti e della scena internazionale: un Paese che reprimere le libertà civili e che fa da braccio logistico di Hamas. In questo contesto, le sue forze di sicurezza rappresentano lo strumento operativo che garantisce concretamente queste politiche.