Riprendiamo da IL TEMPO del 17/02/2026, a pag. 10, con il titolo "Trump pronto alle truppe su Kharg. Colpita sede Unifil", l'analisi di Andrea Riccardi.
Mentre il mondo si interroga su come garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz, non si fermano gli attacchi e contro attacchi da e verso l'Iran, in una guerra che secondo Israele potrebbe durare un altro mese. E non solo. Ai raid di americani e israeliani su Teheran e altre città iraniane - con l'Idf che ha riferito di avere distrutto l'aereo dell'ex Guida suprema Ali Khamenei in un raid nell'aeroporto Mehrabad nella capitale iraniana - si è aggiunta quella che Israele ha definito una «operazione di terra mirata in Libano». Secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, quella che è stata avviata è una missione che punta a obiettivi chiave nel sud del Libano spingendo ulteriori forze più in profondità nell'area, nell'ambito di una zona cuscinetto ampliata. Ma il timore è che Tel Aviv stia preparando un'invasione su larga scala. La situazione umanitaria in Libano è già drammatica. Secondo i dati forniti dal ministero della Sanità, è di 886 morti e 2.141 feriti il bilancio delle vittime di attacchi israeliani dal 2 marzo e fra i morti ci sono 111 bambini e 67 donne. Inoltre, sempre secondo il governo di Beirut, sono oltre un milione i libanesi sfollati, pari a circa il 20% della popolazione. Perlopiù persone che hanno dovuto lasciare le loro case in vaste aree della regione meridionale del Paese e nella periferia sud della capitale. Ma il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato che gli sfollati del sud del Libano non potranno tornare nelle proprie case «finché non sarà garantita la sicurezza degli abitanti del nord» di Israele. In tutto questo nel pomeriggio sulla base Unifil di Shama nel sud del Libano, sede del comando Settore Ovest a guida italiana, sono caduti alcuni detriti, secondo il ministero della Difesa verosimilmente provocati da razzi intercettati. Non si registrano feriti, e il ministro della Difesa Guido Crosetto è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi) e con il comandante del contingente italiano di Unifil per ricevere continui aggiornamenti sulle condizioni del personale militare e sulla situazione in corso. Profonda preoccupazione e l'invito a negoziare per scongiurare l'escalation in Libano è stata espressa in una nota congiunta dei leader di Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito. Intanto l'Iran continua a prendere di mira i vicini del Golfo. Raffiche di missili si sono dirette verso il Qatar, un attacco con droni ha costretto alla chiusura temporanea dell'aeroporto di Dubai e una persona è morta ad Abu Dhabi dopo che un missile ha colpito un'auto. A Gerusalemme, intanto, una scheggia proveniente da una raffica di missili intercettata è caduta vicino alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, sul tetto del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme. E un frammento di missile intercettore è caduto vicino all'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Trump, parlando a un evento a Washington e facendo riferimento alle tensioni legate allo Stretto di Hormuz, ha minacciato un nuovo attacco all'isola di Kharg. «Abbiamo attaccato l'isola di Kharg e abbiamo distrutto praticamente tutto a parte l'area in cui abbiamo lasciato gli oleodotti intatti», ma «potrebbe andare anche diversamente, basta dire una parola e questi oleodotti saranno distrutti», ha avvertito, non escludendo un intervento di terra delle truppe Usa nell'isola di Kharg. «Li abbiamo distrutti - detto il tycoon - l'Iran ormai è una tigre di carta». In questo contesto, mentre persistono i timori di una crisi energetica globale, la Casa Bianca ha fatto sapere che il viaggio di Trump in Cina, attualmente in programma dal 31 marzo al 2 aprile, potrebbe essere rinviato. I colloqui «da leader a leader» fra Trump e il presidente cinese Xi Jinping sono in corso ha detto la portavoce Karoline Leavitt, precisando però che le date «potrebbero subire variazioni. In qualità di comandante in capo, la sua priorità assoluta adesso è garantire che continui il successo dell'operazione Epic Fury», ha dichiarato Leavitt. Mentre il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha voluto precisare che se dovesse esserci un rinvio non sarebbe finalizzato a fare pressioni su Pechino riguardo allo Stretto di Hormuz. La diplomazia, comunque, lavora senza sosta. Il sito Axios riferisce di contatti diretti negli ultimi giorni tra l'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
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