Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 16/03/2026, a pag. 3, con il titolo "Gita di terza media in moschea con laboratorio su Maometto e lezione sui pilastri dell'Islam", il commento di Christian Campigli.
La sottomissione, quel percorso di destrutturazione della nostra cultura e delle nostre tradizioni narrato dal capolavoro di Michel Houellebecq si sta trasformando in una grottesca e pericolosa realtà. Alcuni genitori dell'Istituto Comprensivo "Ai nostri caduti" di Trezzo sull'Adda, località ad un passo da Milano, hanno ieri scritto all'eurodeputato della Lega Silvia Sardone per informarla di una vicenda che li ha allarmati. Tutte le classi terze della scuola secondaria andranno in gita il 24 e il 26 marzo nella moschea di Mezzago (piccolo centro in provincia di Monza). Nella circolare diffusa ai genitori si descrive la giornata «islamica» per gli studenti con attività di laboratorio sulla vita di Maometto, sui cinque pilastri dell'Islam, sui diritti delle donne e sulla scritta araba. Tra le motivazioni didattiche viene indicata la necessità di approfondire la conoscenza dell'Islam, conoscere il radicamento e le manifestazioni dell'Islam sul territorio, rispettare il luogo di culto islamico. «Francamente riteniamo che questa scelta sia preoccupante – ha ricordato Silvia Sardone – la scuola non deve essere un laboratorio di islamizzazione. Non è una semplice visita culturale ma si tratta di una gita con un percorso che sembra promuovere la religione islamica». Non va dimenticato come, ad oggi, non esista alcuna intesa tra lo Stato italiano e le comunità musulmane. Un motivo in più per valutare con circospezione simili iniziative. Quali sono gli scopi di questa giornata? Qual è l'utilità? «Tra l'altro sarebbe interessante conoscere l'attività di laboratorio sui diritti delle donne quando è noto a tutti che le donne, in molte comunità musulmane, vivono condizioni di pesante oppressione e privazione della libertà – hanno aggiunto Silvia Sardone e Alessandro Corbetta, capogruppo del Carroccio in Regione Lombardia – Basta con iniziative ideologiche che non aiutano l'integrazione ma anzi promuovono culture che spesso hanno idee inconciliabili con i nostri valori». Un caso tutt'altro che isolato e che pone numerosi interrogativi. Perché, da un lato, la sinistra sostiene la laicità della scuola e la necessità che vengano tolti i crocifissi e i presepi e siano aboliti i riferimenti cattolici nei canti di Natale. Al tempo stesso però viene propinata l'idea che la scuola pubblica venga chiusa per la fine del Ramadan e si favoriscono gli studenti musulmani evitando loro interrogazioni nel periodo del digiuno durante il giorno. Insomma, due pesi e due misure. Gli esempi del genere sono numerosi. Ma per comprendere la schizofrenia della rive gauche della politica italiana è sufficiente ricordarne due, occorsi entrambi a Firenze. In un istituto scolastico del capoluogo toscano, la Sassetti-Peruzzi, il preside ha concesso un'aula per la preghiera islamica durante il Ramadan, accogliendo la richiesta di alcuni studenti musulmani. «Come garantiamo ai cristiani l'insegnamento della religione e le festività, garantiamo alle altre confessioni pari diritti e il confronto tra culture», ha dichiarato il preside Osvaldo Di Cuffa, mettendo sullo stesso piano la religione che ha un accordo con il nostro Stato e una che, al contrario, ancora non ha redatto alcun compromesso. Al tempo stesso la maggioranza progressista che governa Palazzo Vecchio ha bocciato una mozione del consigliere comunale di Noi Moderati Luca Santarelli che chiedeva la reintroduzione di crocifissi e presepi nelle scuole comunali. La scusa? Il «rispetto dell'autonomia didattica» e la «necessità di riflettere la complessità della nostra società multiculturale». Una supercazzola che conferma la sottomissione della sinistra italiana all'Islam.
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