Riprendiamo da IL TEMPO del 13/03/2026, a pag. 9, con il titolo "Facebook oscura il profilo di Davide Romano per aver postato un documento sul nazismo", il redazionale de Il Tempo.
Nelle scorse ore Meta (Facebook) ha rimosso il profilo personale di Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, dopo la condivisione di un contenuto che riportava un fatto storico documentato: un telegramma inviato da Heinrich Himmler al Gran Mufti di Gerusalemme durante la Seconda guerra mondiale. Il provvedimento è stato notificato come «misura di sicurezza» per presunte violazioni delle regole della community. Il profilo, che contava circa 13.000 follower e circa 4 milioni di visualizzazioni mensili, risulta al momento non visibile.
«Trovo quanto accaduto grave e paradossale» dichiara Davide Romano. «Sono ebreo e dirigo un museo dedicato alla Brigata Ebraica, che ha combattuto contro il nazismo. È del tutto naturale che io possa e debba parlare del nazismo in chiave storica e critica. Nel caso specifico ho semplicemente riportato il testo di un documento storico, un telegramma sequestrato dall’esercito americano nel 1945, senza aggiungere commenti personali».
Romano sottolinea inoltre un’evidente contraddizione nelle politiche di moderazione delle piattaforme social: «Negli ultimi anni il mio profilo è stato quotidianamente bersaglio di haters che mi hanno scritto centinaia di insulti antisemiti anche molto pesanti. Quei contenuti sono rimasti online. Al contrario, viene rimosso un post che si limita a citare un fatto storico relativo al nazismo».
Conclude Romano: «Se non è più possibile parlare di storia, documenti e rapporti tra figure del periodo nazista senza rischiare la censura, allora il problema riguarda la libertà di informazione e il diritto al dibattito pubblico».
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