Infierire sul regime iraniano fino al suo crollo
Commento di Antonio Donno
Testata: Informazione Corretta
Data: 10/03/2026
Pagina: 1
Autore: Antonio Donno
Titolo: Infierire sul regime iraniano fino al suo crollo

Infierire sul regime iraniano fino al suo crollo 
Commento di Antonio Donno

Antonio Donno
Antonio Donno

Il regime iraniano non è disposto ad arrendersi, né di cambiare idea. Serve sconfiggerlo e rovesciarlo

Il regime islamico di Teheran non si arrenderà. L’Islam non farà alcun passo indietro rispetto al mondo occidentale, al mondo cristiano. L’Iran è la roccaforte mondiale dell’Islam sciita, il suo difensore, il rappresentante per eccellenza di una realtà che combatte quotidianamente contro i suoi nemici, che difende la Verità in tutti i suoi aspetti, che non cederà mai perché incarna la Verità. Questi sono i principi che sono alla base del regime sciita di Teheran nella stragrande maggioranza della sua popolazione. Nonostante le sconfitte che l’Iran sta subendo sul proprio territorio per opera degli Stati Uniti e di Israele, i suoi leader superstiti, dopo l’eliminazione della Guida Suprema, Ali Khamenei e l’avvento al vertice del figlio, Mojtaba, ripetono al mondo che il proprio paese non si inchinerà ai suoi nemici.

     Oltre agli Stati Uniti e a Israele, quali sono i nemici del regime degli ayatollah? Si tratta di una parte molto consistente di iraniani, prevalentemente giovani, che vivono sotto una dittatura sanguinaria, che è pronta in ogni momento – come sta avvenendo negli ultimi tempi – a massacrare tutti coloro che la contestano pubblicamente, nelle vie e nelle piazze delle più importanti città dell’Iran. Questo è il presupposto, fino ai fatti di questi giorni, di un’ideologia che non ammette di retrocedere di fronte ai dati oggettivi che oggi si presentano nello scenario mediorientale. Questi dati confermano che l’Iran è un regime isolato in un contesto regionale nel quale i paesi musulmani che vi vivono sono sempre all’erta sulle possibili conseguenze politiche e strategiche del progetto egemonico iraniano sull’assetto del Medio Oriente.

     La guerra israelo-americana contro l’Iran ha l’obiettivo di abbattere un regime violento sia verso i paesi limitrofi che verso la contestazione che frequentemente si manifesta al suo interno. In alcuni momenti della rivolta interna anti-regime si fa luce la richiesta che gli avversari esterni dell’Iran intervengano a sostenere l’abbattimento del regime per favorire la nascita di una vera democrazia in Iran. Tuttavia, il paese è diviso in due settori contrapposti che si scontrerebbero sanguinosamente se venissero a combattersi in una guerra civile dagli esiti imprevedibili. La minoranza curda, sino ad oggi soggetta alle angherie del regime, si schiererebbe dalla parte dei contestatori del potere vigente in una lotta sanguinaria senza esclusione di colpi.

     La guerra condotta oggi da Israele e Stati Uniti potrebbe favorire questa lotta interna che da anni tende a rovesciare il sistema, ma senza ottenere risultati tangibili, anzi ricevendo reazioni stragistiche a proprio danno. Nell’ultimo anno, si contano migliaia di morti sotto il fuoco dei miliziani e dei pasdaran iraniani legati al potere degli ayatollah, dal quale ricevono benefici di ogni sorta. Così, il regime iraniano ha acquisito negli anni una posizione rilevante sia nel quadro politico mediorientale che a livello internazionale. Quest’ultimo aspetto ha un grande rilievo nelle relazioni internazionali di Teheran. In primo luogo, il petrolio iraniano, che sostiene l’economia russa e cinese, ha un valore strategico di primaria rilevanza. Di conseguenza, l’aspetto economico si riflette molto su quello politico. Il regime iraniano, per la sua esistenza, conta molto sul sostegno di Russia e Cina, che attualmente assistono con preoccupazione alla guerra scatenata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran.

     Ma l’attacco israelo-americano è soltanto aereo. Benché i risultanti siano pesanti per l’industria iraniana, in parte relativamente agli assetti nucleari, i siti strategici di Teheran sono posti sottoterra, costituendo una rete molto fitta di cunicoli nei quali la difesa degli uomini e dei mezzi militari è assicurata. Per questo motivo, l’eliminazione del regime iraniano non può che comportare l’invasione terrestre. È un problema di difficile soluzione. Per quanto i vertici siano stati attentamente decimati, occorre provvedere a ripulire ciò che è nascosto sottoterra. Gli Stati Uniti progettano di inviare in Iran la Delta Force, con il compito di operare sul terreno ed eliminare le ultime sacche di resistenza, nelle cui mani vi sono ancora armamenti sufficienti per opporsi, fino all’estremo, agli Stati Uniti e a Israele. Ma la fine del regime è segnata.

takinut3@gmail.com