Riprendiamo da IL TEMPO del 09/03/2026, a pag. 5, con il titolo "«Il nome Khamenei continuerà Scelta la Guida suprema» Ma nessuno sa ancora chi è", l'analisi di Francesca Musacchio.
«Il nome di Khamenei continuerà a esistere». Con questa frase l'ayatollah Hosseinali Eshkevari, membro del Consiglio incaricato di eleggere la nuova Guida Suprema, ha annunciato ieri la decisione relativa al leader iraniano. In un video pubblicato sui media ha specificato che «il voto è stato espresso e sarà annunciato a breve».
Le parole di Eshkevari, che non ha fornito ulteriori dettagli, arrivano al termine di una giornata caratterizzata dal caos proprio sulla successione e dal giallo sulla sorte di Mojtaba Khamenei, il figlio dell'ayatollah ucciso, indicato da subito come possibile erede del sistema di potere iraniano. Ma su di lui, negli ultimi giorni, si sono rincorse notizie prima di morte e poi di un ferimento. Il regime non ha ancora ufficializzato nulla, ma in questo contesto il destino di Mojtaba Khamenei resta l'incognita principale.
La scelta del figlio dell'ayatollah ucciso il 28 febbraio nei giorni scorsi è stata definita da Donald Trump «inaccettabile». E adesso che il suo nome sembra confermato potrebbe partire la caccia all'uomo annunciata da Stati Uniti e Israele.
Ma il nome di Mojtaba non raccoglie il favore di tutti all'interno del regime, come emerso già nei giorni scorsi, confermando una frattura interna. Tra gli oppositori di Khamenei, motivo che avrebbe ritardato l'annuncio, ci sarebbe Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, che invece sosterrebbe il fratello Sadeq Larijani, alto esponente religioso e tra i nomi candidati a ricoprire la carica di Guida Suprema. Ma tra gli oppositori a Mojtaba non ci sarebbe solo Larijani.
La giornata di ieri, infatti, è stata caratterizzata da segnali opposti. Alcuni membri dell'Assemblea degli Esperti hanno lasciato filtrare che un consenso sulla successione sarebbe stato «più o meno raggiunto» e che il candidato prescelto era una figura «odiata dal Grande Satana», così come indicato da Ali Khamenei, espressione con cui nel linguaggio politico della Repubblica islamica si indicano gli Stati Uniti.
Nel pomeriggio altri membri dell'Assemblea hanno criticato pubblicamente il ritardo nell'annuncio della nuova Guida Suprema. A confermare le fibrillazioni all'interno del regime è stato lo stesso ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che ha ammesso: «Nessuno sa» chi sarà la nuova Guida Suprema.
Poche ore dopo lo stesso Araghchi ha cercato di rassicurare sul funzionamento delle istituzioni, affermando che un nuovo leader sarà «presto nominato» e respingendo le pressioni di Washington. «Spetta al popolo iraniano eleggere il suo nuovo leader», ha dichiarato, insistendo sul fatto che Teheran non permetterà interferenze esterne.
Le dichiarazioni del ministro arrivano mentre Donald Trump rivendica un ruolo diretto nella successione. In un'intervista alla ABC il presidente Usa ha affermato che la futura Guida Suprema «dovrà ottenere la nostra approvazione» e che senza di essa «non durerà a lungo».
Nel frattempo l'esercito israeliano ha annunciato che prenderà di mira non solo il successore di Khamenei, ma anche chiunque partecipi alla sua nomina, avvertendo che «il lungo braccio dello Stato di Israele continuerà a dare la caccia» alla leadership iraniana.
Mojtaba Khamenei, infatti, è espressione diretta dei Pasdaran, con cui ha costruito nel tempo un legame operativo. Con lui il sistema militare e il complesso industriale legato ai Pasdaran resterebbero saldamente al centro del regime.
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