L’Europa dei discorsi
Commento di Michelle Mazel
Testata: Informazione Corretta
Data: 07/03/2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: L’Europa dei discorsi

L’Europa dei discorsi
Commento di Michelle Mazel 
(Traduzione di Yehudit Weisz)
https://israel247.org/europe-des-discours-291417.html

 
Michelle Mazel

Qatar carries out retaliation strikes in Iran, sources say | The Jerusalem  Post
Il Medio Oriente resta in fiamme, con Europa e potenze occidentali che osservano timorose le conseguenze economiche e militari senza intervenire direttamente. Gran Bretagna e Francia mantengono basi e accordi di difesa nel Golfo, ma limitano l’azione militare, concentrandosi su diplomazia e aiuti umanitari.

Il Medio Oriente è in fiamme e l'Europa osserva con timore le crescenti conseguenze economiche e geopolitiche della situazione. Gravi minacce incombono sulla navigazione marittima e sull'approvvigionamento di petrolio, il cui prezzo è in aumento. Eppure, l'Europa resta in attesa e non vuole intervenire militarmente e neppure consentire agli aerei americani di utilizzare le basi di cui dispongono, ad esempio, Francia e Regno Unito. Ci si accontenta delle condanne e dei discorsi minacciosi rivolti ai leader americani e israeliani.                                                                                     Lasciamo perdere l'indignazione di Vladimir Putin, autoproclamatosi paladino dei diritti umani, che ha denunciato la morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, definendola una “cinica violazione” della “moralità e del diritto internazionale.”                                                                                         In Gran Bretagna, dove si sono tenute veglie funebri in memoria del defunto leader supremo, il Primo Ministro Sir Keir Starmer ha chiesto a Donald Trump di negoziare con l'Iran, affermando di essere convinto che i due Paesi debbano “disinnescare” la crisi attraverso i colloqui. Il Regno Unito, tuttavia, mantiene una presenza militare strategica nel Golfo – in Qatar, Bahrein e Oman – tramite accordi bilaterali di difesa volti a proteggere la regione, combattere i droni e sostenere “la legittima autodifesa collettiva”. Ma Londra non ha fretta di agire di fronte ai ripetuti attacchi.                   

 “La Francia non sta conducendo una guerra in Medio Oriente e non si impegnerà... Non siamo in combattimento”, ha assicurato Emmanuel Macron giovedì sera. Esistono tuttavia accordi di difesa reciproca con diversi Paesi del Golfo, tra cui Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, nonché basi militari francesi nel Vicino e Medio Oriente. Decine di migliaia di francesi, turisti o residenti all’estero, sono ora intrappolati nei Paesi del Golfo, sottoposti a intensi attacchi da parte dell'Iran, che prendono di mira anche hotel e strutture civili. Stanno sollecitando insistentemente Parigi a organizzare il loro rimpatrio. In Libano, l'organizzazione terroristica Hezbollah, che inizialmente si era astenuta dall'intervenire, ha infine ceduto alle pressioni del suo protettore iraniano e ha aperto un nuovo fronte. Ora sta prendendo di mira senza sosta il Nord di Israele, praticamente a un tiro di schioppo. Tuttavia, non è la sorte della popolazione israeliana, che ha appena il tempo di mettersi al riparo data la vicinanza da cui partono i colpi, a preoccupare il presidente francese. Come spesso accade, la sua preoccupazione si rivolge alla terra dei Cedri. La Francia ribadisce il suo fermo sostegno al Libano di fronte all'attuale crisi, mobilitandosi sul fronte umanitario, politico e militare. Parigi ha annunciato l'invio di aiuti di emergenza – medicinali e rifugi – per gli sfollati, nonché il rafforzamento delle capacità delle forze armate libanesi con equipaggiamenti blindati. La diplomazia francese afferma di lavorare attivamente per raggiungere un cessate il fuoco e la stabilità regionale. Emmanuel Macron aveva avvertito Israele di non inviare truppe in Libano e oggi si pronuncia contro l'operazione di terra lanciata dall'esercito israeliano per allontanare il pericolo. Forse sarebbe più utile chiedere a Hezbollah di cessare i suoi attacchi. Ma il Presidente francese ha probabilmente dimenticato il vecchio adagio sull’abolizione della pena di morte: “Che comincino prima gli assassini.”

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