Le coincidenze non esistono: in Occidente nulla accade più per caso
Newsletter di Giulio Meotti
Testata: Newsletter di Giulio Meotti
Data: 26/02/2026
Pagina: 1
Autore: Giulio Meotti
Titolo: Le coincidenze non esistono: in Occidente nulla accade più per caso

Riprendiamo l'articolo di Giulio Meotti, dalla sua newsletter, dal titolo: "Le coincidenze non esistono: in Occidente nulla accade più per caso". 


Giulio Meotti

Chiesa nella zona ovest di Londra avvolta dalle fiammeUn altro incendio scoppiato vicino a una chiesa nel Northamptonshire è un sospetto attacco doloso”.

Due chiese inglesi date alle fiamme di notte in 24 ore devono essere una coincidenza. Come che nelle stesse ore anche una chiesa in Germania sia stata incendiata.

Poi scopri che le chiese del Regno Unito hanno dovuto affrontare 3.237 attacchi criminali, vandalismo e incendi dolosi tra il 2022 e il 2024 (in media 8 al giorno).

3.700 sono invece gli attacchi agli ebrei inglesi in un solo anno.

E allora una coincidenza sembra più un indizio.

Forse è una coincidenza che da quando Bruxelles, capitale della UE, è diventata islamica, la sharia ha iniziato a circolare. Ma sarebbe meglio ascoltare l’erede al trono in Iran, Reza Pahlevi:

“Mi è stato detto che il mio appartamento dista solo un miglio dal Palazzo Reale di Bruxelles. Nel mio quartiere ci sono alcuni islamisti che stanno promuovendo una legge per applicare non solo la Sharia, ma anche per separare gli autobus, in modo che uomini e donne viaggino su mezzi distinti a Bruxelles. Se questa è la direzione in cui l’Europa vuole andare, allora sinceramente… sono senza parole”.

Oltre a sostenerli nella loro lotta per la libertà, gli iraniani dovremmo anche ascoltarli: sanno meglio di altri come si può perdere il proprio paese.

Sarà una coincidenza, ma ieri a Times Square hanno iniziato a convertire pubblicamente gli americani all’Islam. Ora, immaginate se si tenessero conversioni pubbliche al Cristianesimo nella piazza più iconica di New York. Ma nessuno evoca il “muro di separazione di stato e moschea”.

Lo avevo scritto: “È arrivato il grande giorno. Presto vivremo nella città globale governata dall’Islam. La vittoria del sindaco musulmano di New York e lo stadio successivo, dal muezzin cinque volte al giorno ai non musulmani richiamati all’ordine. Sorridete, Mamdani e l’imam vi offrono la sottomissione”.

Oppure potete leggere La Stampa e scoprire che è tutto bellissimo, il Ramadan a Times Square.

Nel 1989, l’ultimo anno dell’amministrazione del sindaco ebreo Ed Koch, gli ebrei a New York superavano i musulmani di 4 a 1. Nel 2013, l’ultimo anno dell’amministrazione del sindaco ebreo Michael Bloomberg, il numero di musulmani era raddoppiato e il numero di ebrei continuava a diminuire.

Quando Zohran Mamdani ha sconfitto Andrew Cuomo, a New York c’erano più musulmani che italoamericani.

Ma anche questa deve essere soltanto una coincidenza.

Come il calendario del Ramadan appena distribuito all’asilo in Austria (non si fa in tempo a scrivere un articolo che subito esce un aggiornamento allucinante).

Due titoli dal Times di Londra apparentemente scollegati.

Il Regno Unito impedisce a Trump di usare le basi della RAF per gli attacchi contro l’Iran”.

L’arresto di Andrew è la peggiore crisi costituzionale del secolo”.

Poi un titolo dal Telegraph:

“Nella lista antiterrorismo dell’MI5 ci sono 39.000 jihadisti”.

Nel grande schema delle cose non esistono coincidenze: la storia è la stessa.

La RAF Fairford è l’unico aeroporto dell’USAF per bombardieri pesanti in Gran Bretagna e in Europa. In sostanza, sono gli americani a gestire l’area. Ma serve l’approvazione di Londra per farli decollare.

Così, nell’aprile del 1986, il Ministero della Difesa inglese dovette autorizzare il bombardamento ordinato da Reagan sulla Libia in rappresaglia per l’attacco del colonnello Gheddafi a una discoteca di Berlino Ovest frequentata da soldati americani.

Quattro decenni e milioni di immigrati dopo, il premier britannico Keir Starmer dice di no agli americani. No alle base in Inghilterra e no all’uso della base Diego Garcia nelle isole Chagos, che gli inglesi hanno appena ridato alle Mauritius.

Lo avevo scritto a gennaio: “Abbiamo fatto un altro regalo strategico all’instabilità globale, camuffato da decolonizzazione virtuosa”.

Quindi potete capire perché Trump non sia rassicurato dal cosiddetto “contratto di locazione di 99 anni” firmato da Starmer con i mauriziani sempre più filo cinesi.

La base di Diego Garcia si è dimostrata indispensabile in tutte le guerre occidentali degli ultimi decenni.

 

Allora cosa è cambiato tra il bombardamento contro Gheddafi del 1986 e quello contro Khamenei del 2026?

Demografia. Demografia. Demografia.

Se la popolazione delle vostre città fosse musulmana al 20-30 per cento e con tassi di disoccupazione giovanile spettacolarmente alti, sareste così ansiosi di inviare le vostre truppe in un paese islamico a combattere al fianco del Grande Satana?

Ecco i dati ufficiali del censimento del 2021, già vecchiotti per la verità, con le percentuali dell’Islam nelle città inglesi:

Manchester 22,28 per cento

Leicester 23,45 per cento

Oldham 24,38 per cento

Slough 29,44 per cento

Birmingham 29,85 per cento

Bradford 30,53 per cento

Luton 32,94 per cento

Blackburn 34,99 per cento

London Borough of Tower Hamlets 39,93 per cento

Nessun primo ministro vorrebbe più vedere esplodere le proprie città, come accadde a Londra dopo la partecipazione alla guerra in Iraq.

La stessa origine della “dottrina Chirac”.

Ne sa qualcosa Craig Guildford, capo della polizia delle West Midlands britanniche, che si rivolge così alla telecamera: “Salam alaikum”, alla comunità musulmana di Birmingham. “Grazie ai leader e agli anziani che mi hanno offerto questa opportunità di parlarvi personalmente”.

Per la verità, il più “anziano” è lui.

La clip ci porta, un anno dopo, all’Aston Villa, fuori dallo stadio durante i disordini che hanno accompagnato la partita contro il Maccabi Tel Aviv, con i tifosi israeliani banditi dallo stesso Guildford. Un funzionario del Consiglio comunale di Birmingham aveva scritto alla polizia per capire le motivazioni dietro il divieto di accesso ai tifosi israeliani, in quanto potrebbe essere “considerato un sentimento antiebraico”. Così un’inchiesta era stata ordinata dal ministro degli Interni e ora sono usciti i risultati. Valutazioni interne alla polizia britannica avevano riferito che gli islamisti locali avrebbero pianificato di “armarsi” se gli israeliani avessero osato entrare in città. Invece di affrontare la grave minaccia islamista, la polizia delle West Midlands ha così inventato false informazioni di intelligence per bandire gli israeliani e placare questi stessi estremisti. Un mese prima della partita c’era stato l’attentato alla sinagoga di Manchester.

Ecco un altro video che sta ora circolando in quel che resta dell’Inghilterra. I musulmani avvistano un predicatore di strada cristiano in quella che definiscono una “zona musulmana” e chiamano i poliziotti, che provano a spiegare agli islamisti che l’Inghilterra non è l’Iran, c’è ancora un po’ di libertà di parola.

Per fortuna, sembrano aver assimilato quei “valori” di cui si sente tanto parlare.

“Il Labour agisce per timore che i musulmani non votino per il partito a causa della posizione su Gaza”, il titolo del Guardian.

Chiaro.

Il sindaco di Lione, Grégory Doucet, ha intanto appena provato a impedire la manifestazione per Quentin Deranque, il giovane identitario assassinato dagli squadristi “antifascisti” assistenti del secondo più grande partito di Francia, gli Insoumise. Siamo pur sempre a Lione, nella terza città dove i musulmani sono il 30 per cento della popolazione, no?

È tutto collegato.

“L’arresto di Andrew è la peggiore crisi costituzionale del secolo”.

“Andrew Mountbatten-Windsor” è il briccone sessuale più famoso d’Inghilterra. Ma per quanto grottesco e ripugnante sia, il fratello del re non sembra aver stuprato in gruppo nessuna studentessa, non l’ha fatta penzolare dai balconi, non l’ha marchiata a fuoco nell’ano, non l’ha cosparsa di benzina o bruciata viva.

L’inchiesta sugli stupri di gruppo appena conclusa dal valoroso Rupert Lowe ha raccolto numerose prove di tali atrocità di routine e la notizia è stata completamente ignorata dai media “mainstream” perché, come nel caso dei bombardieri dell’USAF che decollavano dalle basi della RAF, avrebbe turbato i membri della comunità per cui, come Starmer, dipende il loro voto.

Basta saper leggere questo grafico elettorale (questo non lo fanno mai vedere nelle inutili nottate elettorali televisive).

 

Per la stessa motivazione, l’Inghilterra ha rifiutato di offrire l’asilo ad Asia Bibi perché avrebbe potuto causare “sollevazioni violente” da parte della popolazione musulmana inglese.

Asia Bibi era la definizione vivente di qualcuno che ha bisogno di asilo: una donna in pericolo, minacciata di morte, che ha trascorso dieci anni in galera per nessun altro motivo se non perché segue la fede cristiana ed è stata oggetto di un'accusa falsa e terribile di “blasfemia contro Maometto”. Londra ha detto “no” all'arrivo di Bibi nel Regno Unito perché “rischierebbe di infiammare le tensioni comunitarie”.

Invece i manifestanti che sono stati filmati mentre sventolavano la bandiera usata da Al Qaeda, al Shabab, Boko Haram, Jabhat al Nusra, Hizb al Tahrir e Stato islamico durante una marcia nel centro di Londra “non hanno commesso alcun reato”, ha stabilito la polizia britannica.

Quanto alla “peggiore crisi costituzionale del secolo”, a chi importa quando si è in piena crisi esistenziale?

Come l’Ayatollah Khamenei è la Guida Suprema della Repubblica Islamica, così Sua Maestà Re Carlo è il Governatore Supremo della Chiesa d’Inghilterra.

Ma mentre la Guida Suprema evita qualsiasi augurio per la Quaresima, il Governatore Supremo va pazzo per il Ramadan.

 

Durante i due decenni di “guerra al terrore”, più musulmani britannici hanno prestato servizio con l’Isis e i Talebani che come soldati della Regina.

Dal Telegraph, dicevamo: “Nella lista antiterrorismo dell’Mi5 ci sono 39.000 jihadisti”.

Di questo passo saranno più dei soldati dell’esercito di Sua Maestà.

Ecco perché anche il capo dell’Mi6 (il servizio segreto inglese), John Sawers, raccomanda l’autocensura, avvertendo i britannici di non offendere l’Islam se vogliono evitare che i terroristi lancino altri attacchi nel paese.

Dov’è il deterrente credibile per la più grave minaccia che davvero conta nel breve e nel lungo periodo, quella demografica?

Magari si deve aspettare che un giorno gli americani chiedano ai mauriziani se i suoi B52 possono decollare dalla base di Diego Garcia per bombardare Manchester, che oggi è già al 23 per cento musulmana, dove si fanno saltare in aria i ragazzini ai concerti di Ariana Grande e dove sono appena stati arrestati due terroristi pronti a uccidere centinaia di ebrei.

Se sia tutta una coincidenza o se sia tutto collegato, così come se il famoso “punto di non ritorno” sia già stato superato, spetta al lettore più sveglio dei giornalisti deciderlo.

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