Le Ong hanno diffuso le veline dei terroristi
Analisi di Iuri Maria Prado
Testata: Il Riformista
Data: 17/02/2026
Pagina: 6
Autore: Iuri Maria Prado
Titolo: Le Ong hanno diffuso le veline dei terroristi

Riprendiamo dal RIFORMISTA del 17/02/2026, a pagina 6, il commento di Iuri Maria Prado dal titolo "Le Ong hanno diffuso le veline dei terroristi"


Iuri Maria Prado

Oltre a Medici Senza Frontiere che ammette la presenza dei terroristi negli ospedali di Gaza, adesso c'è anche Oxfam che ammette di aver subito pressioni per scrivere rapporti in cui denunciava il "genocidio" a Gaza.

Dunque i terroristi c’erano, e ci sono, negli ospedali di Gaza. Dunque l’accusa di genocidio – fiorita quando le operazioni militari nella Striscia non erano neppure iniziate – era meno una realtà documentata che una direttiva propagandistica, una velina uscita dai tunnel.

Meglio però tenere basse queste notizie scomode. Le dichiarazioni e i rapporti di Oxfam godevano di ampia eco mediatica quando denunciavano sterminio e carestia a Gaza. Ben diverso il trattamento riservato, nei giorni scorsi, alle parole dell’ex responsabile della branca britannica dell’organizzazione, che ha denunciato pressioni interne affinché – in assenza di evidenze – si utilizzasse l’etichetta di “genocidio” per definire la guerra in corso.

Sorte analoga per Medici Senza Frontiere: prime pagine e interviste quando si trattava di accusare Israele di bombardare ospedali e strangolare il flusso dei medicinali; silenzio, invece, quando l’organizzazione ha annunciato di aver sospeso le attività in alcuni reparti dell’ospedale Nasser di Khan Younis perché divenuti rifugi di miliziani armati.

Sono solo due esempi di verità che emergono a grappoli dopo oltre due anni di narrazioni distorte provenienti proprio da agenzie umanitarie impegnate a denunciare incessantemente la sofferenza dei civili di Gaza – non quella degli ostaggi israeliani torturati e uccisi nei tunnel – e a imputare ogni responsabilità all’esercito israeliano. Per mesi il fuoco retorico si è concentrato sugli ospedali, descritti come bersagli di una deliberata e immotivata distruzione, nella sistematica negazione di un fatto tragico e semplice: che, come scuole, condomini, rifugi, chiese e moschee, anche quelle strutture sarebbero state utilizzate dai miliziani palestinesi per nascondersi tra i civili, trasformarle in depositi d’armi, detenerne e talvolta uccidervi ostaggi.

Il tutto mentre si consolidava la direttiva narrativa di chiamare “genocidio” la guerra scatenata da Hamas. Non solo scatenata, ma – secondo questa lettura – preparata proprio per costringere la risposta israeliana a colpire infrastrutture civili infiltrate da combattenti, con un altissimo costo umano. In questo quadro, la propaganda avrebbe contribuito a trasformare la sofferenza dei civili in leva politica.

La storia della guerra di Gaza – quella diversa da quella raccontata in mesi di accuse unilaterali – annovera tra i suoi protagonisti anche coloro che ne hanno influenzato la percezione pubblica. Con un effetto paradossale: le narrazioni rivelatesi infondate non avrebbero aiutato la popolazione palestinese, mentre avrebbero indirettamente rafforzato le leadership armate che capitalizzano sul sacrificio dei civili.

Medici Senza Frontiere denunciava il “cinico tentativo di impedire alle organizzazioni di fornire servizi in Palestina”, proclamando una verità accolta con indignazione da molti commentatori. Molto meno spazio, oggi, sembra trovare la questione – altrettanto grave – dell’utilizzo di strutture sanitarie come basi operative. Eppure è anche su questo nodo che si gioca la credibilità delle accuse e la possibilità di distinguere tra propaganda e fatti.

Per inviare la propria opinione al Riformista, cliccare sulla e-mail sottostante.

redazione@ilriformista.it