Iran e Ucraina. A Ginevra il destino su guerra e pace
Analisi di Andrea Riccardi
Testata: Il Tempo
Data: 17/02/2026
Pagina: 8
Autore: Andrea Riccardi
Titolo: Iran e Ucraina. A Ginevra il destino su guerra e pace

Riprendiamo da IL TEMPO del 17/02/2026, a pag. 8, con il titolo "Iran e Ucraina. A Ginevra il destino su guerra e pace", l'analisi di Andrea Riccardi.

Oltre 800 persone a Ginevra sono scese in piazza per l'Ucraina - TVS  tvsvizzera.it
A Ginevra si tengono negoziati cruciali su nucleare iraniano e guerra in Ucraina, con protagonisti gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, in una sede scelta per neutralità e logistica.
I colloqui con Teheran, mediati dall’Oman, si svolgono in un clima di forte diffidenza, mentre proseguono parallelamente le trattative tra russi e ucraini senza accordi definitivi

Gli occhi del mondo su Ginevra. È qui infatti che tra oggi e domani si svolgeranno due negoziati cruciali per gli equilibri mondiali: il programma nucleare iraniano e la guerra in Ucraina. Protagonisti due inviati di punta dell'amministrazione Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.

La scelta di Ginevra, oltre alla neutralità della Svizzera e alla tradizione ben consolidata nella diplomazia mondiale, è di carattere logistico e l'ha spiegato lo stesso portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. «La sede è stata scelta perché sincronizzava gli impegni di tutte e tre le parti. È stata ritenuta appropriata e comoda per tutti», ha dichiarato, sottolineando che gli europei non saranno presenti al tavolo dei negoziati. Considerato che Witkoff e Kushner sono coinvolti in entrambi i dossier, concentrare gli incontri in un'unica città e in date ravvicinate ottimizza tempi, sicurezza e coordinamento diplomatico.

La delegazione statunitense terrà stamane colloqui indiretti con gli inviati di Teheran, guidati dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Data l'assenza di rapporti diplomatici tra i due Paesi, i negoziati saranno mediati dall'Oman che dovrebbe ospitarli nell'edificio della sua sede diplomatica sul lago. Witkoff e Kushner sono impegnati parallelamente anche nei colloqui trilaterali sull'Ucraina, i cui primi due round si sono tenuti ad Abu Dhabi, senza ancora raggiungere un accordo. La scelta di Ginevra rende possibile il rapido trasferimento della delegazione americana dal consolato omanita all'InterContinental Hotel che, secondo l'agenzia Tass, sarà nel pomeriggio la sede dei colloqui con russi e ucraini: 4,5 chilometri appena.

Trattare Iran e Russia nella stessa finestra temporale non sembra solo legato a comodità logistica: non è escluso che Washington voglia gestire insieme due fronti potenzialmente interconnessi e su cui ha una certa urgenza di accelerare una conclusione, possibilmente diplomatica.

Da non dimenticare che Ginevra è ancora considerata una sede neutrale e affidabile da molte parti in conflitto. Teheran ha già un canale diplomatico consolidato con la Svizzera, mentre Mosca vede Ginevra come una sede tradizionale per i negoziati con gli Stati Uniti e l'Europa. Kiev, invece, sembra aver accettato con riluttanza la Svizzera dopo aver puntato a colloqui sul territorio americano, probabilmente rifiutati dai russi. Pur essendo classificata da Mosca tra i «Paesi ostili» dopo l'invasione dell'Ucraina, la Svizzera gode ancora di uno status speciale perché non è membro né dell'Ue né della Nato. La Svizzera, infine, detiene anche la presidenza di turno dell'Organizzazione per la Sicurezza e la cooperazione in Europa per il 2026.

Diversi analisti hanno osservato che si tratta dell'unica organizzazione con esperienza nel monitoraggio e nell'attuazione degli accordi di cessate il fuoco, che è poi il tema cruciale sul tavolo delle delegazioni. Se sul fronte russo ucraino ci si aspettano certamente progressi, ma nella consapevolezza di una trattativa ancora lunga e articolata per porre fine alla guerra, proprio la guerra potrebbe invece essere l'epilogo dei negoziati di stamane tra Stati Uniti e Iran.

«Negoziamo in condizioni di massimo sospetto e sfiducia. Abbiamo esperienze passate e non possiamo dimenticarle neanche per un attimo», ha dichiarato all'agenzia ufficiale iraniana Irna il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei. Parla di negoziati difficili il Segretario di Stato americano Marco Rubio, ieri a Budapest per un bilaterale con Oran, ma ribadisce la speranza degli Stati Uniti che si raggiunga un accordo che affronti tutte le preoccupazioni di Washington. «Vediamo che succederà, abbiamo la speranza che si raggiunga un accordo, il presidente sempre preferisce risultati pacifici e negoziati e ha dimostrato la sua disponibilità a parlare e incontrare chiunque».

E mentre si prepara il tavolo per un round decisivo, la Gerald Ford, la portaerei americana più grande al mondo, si sta avvicinando al Golfo Persico, dalle coste venezuelane dove ha supportato il blitz dell'arresto di Nicolás Maduro, per raggiungere la già corposa presenza militare statunitense. I pasdaran, da parte loro, hanno avviato un'esercitazione militare nello strategico Stretto di Hormuz.

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