Rula e Di Battista le sparano grosse sul caso Epstein e complotti ebraici
Commento di Dario Mazzocchi
Testata: Libero
Data: 12/02/2026
Pagina: 3
Autore: Dario Mazzocchi
Titolo: Rula, Dibba e il complotto ebraico «Il pedofilo al soldo del Mossad»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 12/02/2026, pag. 3, con il titolo "Rula, Dibba e il complotto ebraico «Il pedofilo al soldo del Mossad»", il commento di Dario Mazzocchi. 


Dario Mazzocchi

Metti assieme Alessandro Di Battista e Rula Jebreal a parlare del caso Epstein e ottieni un tripudio di complottismo con forti tinte antisemite.

Jeffrey Epstein era un agente del Mossad, il servizio segreto israeliano, e agiva per raccogliere materiale compromettente con cui ricattare i potenti della Terra. Di più: «Adesso c’è la conferma ufficiale»: ne è convinta Rula Jebreal, la pasionaria della causa palestinese che ha snocciolato la verità dei fatti come ospite di Alessandro Di Battista, altro pasdaran delle cause umane. I due hanno svelato la verità dei fatti sul delicato caso che tiene banco nella cronaca di queste settimane – anche se, a detta loro, i grandi media lo stanno oscurando – in una lunga diretta sul canale YouTube del custode del grillismo più ortodosso. Oltre un’ora di approfondita analisi che potete risparmiarvi: abbiamo fatto per voi il lavoro sporco.
«Cosa c’entra il Mossad con gli Epstein files?» è la domanda su cui ruota la puntata. C’entra in tutto. La famigerata isola privata su cui il miliardario newyorkese accoglieva i suoi ospiti era territorio operativo del servizio israeliano. E qui scattava la perfida trappola israeliana: video e foto con cui ricattare politici, imprenditori e uomini d’affari secondo una pratica consolidata «nei territori occupati palestinesi», sottolinea Jebreal, che ricorda come il Mossad ricatti la comunità gay palestinese paventando il rischio di uno «sputtanamento» pubblico. A ben vedere, è una logica perfettamente coerente con alcune sue dichiarazioni di una decina di anni fa al programma americano Real Time di Bill Maher: nell’occasione sostenne che gli omosessuali non sono perseguitati nel mondo islamico, sollevando la perplessità del conduttore e le risate del pubblico. «Forse non a Gaza», ci tenne subito a precisare, ma perché – adesso è più chiaro – sono delle spie sul libro paga degli ebrei. L’architetto dell’intricata trama in cui Epstein fa da “gestore” è l’ex ministro Ehud Barak, «l’uomo che godeva di questi stupri, che ha stuprato Virginia Giuffré e l’ha torturata mentre la stuprava», svela l’agguerrita Rula, di fronte a un Di Battista scioccato dalla portata di tali rivelazioni. Nessun Kgb, nessuna regia russa come invece era stato paventato di recente: i veri colpevoli che hanno creato il mostro Epstein sono da cercare altrove.
Le fonti di queste potenti dichiarazioni? Per lo più la stampa palestinese. E la questione palestinese è il trait d’union del fitto dialogo tra i due. La parola “genocidio” torna con puntualità nell’accesa discussione; Di Battista insegna che la propaganda occidentale si è ostinata a ribadire che Israele si stia solo difendendo. Giustamente qualcuno potrebbe alzare il dito per ricordare le imponenti manifestazioni che hanno attraversato le grandi città europee e americane per denunciare l’operazione militare nella Striscia di Gaza e ricordarne le migliaia di vittime, piuttosto che le prese di posizione di personaggi pubblici o l’attraversata del Mediterraneo della Freedom Flotilla, ma non c’è modo e – soprattutto – non c’è spazio che tenga: è in corso un complotto di vaste dimensioni che nemmeno ve lo potete immaginare. Per fortuna Dibba e Rula possono svelare la realtà su YouTube, manco su un canale clandestino non controllato dalle Big Tech. «Ogni politico americano ha una babysitter dell’AIPAC», l’American Israel Public Affairs Committee, gruppo di pressione attivo negli Stati Uniti. Dalla tata al controllo totale della politica e dell’informazione statunitense è un attimo: ci avevate mai pensato?
Siamo di fronte, appuntatevelo, a un «ricatto internazionale e l’unico beneficiario è lo Stato criminale e genocida israeliano». E la stampa italiana ne è complice perché non approfondisce, non se ne interessa: nessuno escluso, nemmeno Andrea Salerno, direttore de La7, contattato dalla prode collega per parlare di crimini contro le donne partendo proprio dallo scandalo Epstein, senza riscontro, «perché probabilmente è ancora arrabbiato che ho criticato Propaganda Live». Il fatto risale al maggio 2021, quando Jebreal rifiutò di partecipare a una puntata del programma dopo aver scoperto che sarebbe stata l’unica donna in scaletta. Ma tanto «io vado in onda sulla Cnn e sulla tv americana», si sfoga l’integerrima Rula senza tirarsela troppo. Strano però, visto che il cattivo Mossad comanda ogni cosa. Mah, non sarà mica tutto una fake news?

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