La decadenza dell’ONU è un pericolo per la pace
Commento di Antonio Donno
Antonio Donno
L’Organizzazione delle Nazioni Unite, nata nell’ottobre del 1945, oggi è un’organizzazione plurinazionale priva di qualsiasi autorità e capacità operativa nel sistema politico internazionale. I fatti stanno a dimostrare che le grandi potenze, che determinano l’evoluzione degli affari internazionali sia nel campo politico che in quello economico, sono presenti in seno all’Onu esclusivamente per determinare, insieme ai loro alleati, lo svolgimento degli eventi internazionali secondo i propri interessi. Se gli obiettivi che i tre grandi incontrano nella sede delle Nazioni Unite dovessero dimostrarsi in qualche modo non raggiungibili per una serie di fattori di diversa natura, allora Stati Uniti, Cina e Russia tenderanno a realizzarli per mezzo delle alleanze stabilite negli anni in contrapposizione a quelle dei concorrenti.
I fatti più recenti, che si propongono all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, stanno a dimostrare chiaramente che il ruolo delle Nazioni Unite è caduto nel nulla politico. Se si osserva attentamente il trascorrere dell’azione dell’Onu dal secondo dopoguerra a oggi, non si può che constatare come lo sviluppo degli affari internazionali si sia allontanato progressivamente dalle coordinate politiche che le Nazioni Unite avevano messo in atto per affrontare e talvolta risolvere questioni internazionali anche di preoccupante livello. Per tutti gli Stati del mondo appartenere al gruppo delle Nazioni Unite è sempre stato un obiettivo di primaria importanza. Dalla fine della seconda guerra mondiale il quadro politico internazionale non ha mai potuto prescindere dalla presenza politica e dall’azione dell’Onu.
Oggi non è più così. L’esempio più eclatante è la vicenda dell’Ucraina. Le Nazioni Unite hanno più volte condannato l’invasione russa dell’Ucraina, ma Putin ha completamente trascurato le condanne dell’Onu, giudicandole, di fatto, insignificanti. Tale giudizio è di una gravità eccezionale per il futuro stesso dell’organizzazione internazionale. Né, tantomeno, Trump ha criticato il comportamento di Putin verso le decisioni delle Nazioni Unite. Putin ha affermato che le Nazioni Unite garantiscono la pace nel mondo, ma, nello stesso tempo, ha invaso l’Ucraina, creando un problema internazionale di difficile soluzione. La doppiezza del leader russo ha lasciato indifferenti le organizzazioni internazionali, perché Putin, Trump e Xi Jinping sono i veri gestori dell’ordine internazionale.
I fatti stanno a dimostrare che le attività dei tre leader a livello globale violano di fatto l’ordine internazionale che dovrebbe essere di competenza delle Nazioni Unite. È superfluo ribadire che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin è l’esempio più grave di tale violazione, la cui ampiezza e importanza mette in discussione l’esistenza stessa di un’organizzazione internazionale che, di conseguenza, si vede privata con la violenza del suo ruolo nell’ambito delle relazioni tra gli Stati. Il fatto è che, nonostante le numerose condanne delle Nazioni Unite, Stati Uniti e Cina si sono astenute dall’assumere qualsiasi esplicito atteggiamento di denuncia di un evento tra i più gravi dalla fine della seconda guerra mondiale.
La ragione di tale astensione si spiega con gli interessi internazionali di Washington e Pechino. Trump è intervenuto nel Venezuela e ha catturato Maduro, il despota di quel Paese. Ma l’arresto di Maduro ha un significato più vasto per Trump. Facendo riferimento alla “Dottrina Monroe” del dicembre 1823, che sanciva la non-interferenza dei Paesi europei nel continente americano – secondo la formula “l’America agli Americani” – il Presidente americano ha voluto ribadire che l’America è un continente nel quale Washington ha le carte in regola per esercitare la propria egemonia. Nel programma di Trump il Canale di Panama, che divide l’America del Nord da quella del Sud, rientrerà sotto il controllo degli Stati Uniti. Anche in questo caso, il ruolo delle Nazioni Unite sarà nullo.
Infine, la questione di Taiwan rappresenta uno dei nodi più difficile da sbrogliare, perché coinvolge l’intero sistema politico internazionale, sia per la sua posizione geografica che per quella strategica. La Cina ha più volte ribadito che Taiwan fa parte integrante del proprio territorio, ma oggi è uno Stato indipendente che è parte del sistema difensivo americano nel Pacifico occidentale, alle soglie dei confini marittimi di Pechino. Più volte, soprattutto gli ultimi anni, lo spazio aereo di Taiwan è stato violato dagli aerei cinesi, quasi a dimostrare – appunto – che l’isola farà parte dello Stato cinese. Taiwan è stato molto attento, su suggerimento americano, a non colpire gli aerei cinesi perché questo provocherebbe una contromossa militare di Pechino che potrebbe portare all’invasione dei Taiwan e alla risposta militare degli Stati Uniti. Anche nello svolgimento di questi eventi, le Nazioni Unite si astengono totalmente dall’intervenire, anche soltanto con una condanna nei confronti di Pechino.
Questi sono i punti nevralgici nei quali il ruolo delle Nazioni Unite è pressoché assente, con pericolo per la pace mondiale.
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