Noi Moderati: «Ddl antisemitismo per fermare i violenti»
Cronaca di Andrea Fatibene
Testata: Libero
Data: 10/02/2026
Pagina: 37
Autore: Andrea Fatibene
Titolo: «Ddl antisemitismo per fermare i violenti»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 10/02/2026, a pag. 37 con il titolo "«Ddl antisemitismo per fermare i violenti»", la cronaca di Andrea Fatibene.

Walker Meghnagi, presidente della Comunità Ebraica milanese, presente al convegno di Milano organizzato da Noi Moderati, per promuove il Disegno di legge contro l'antisemitismo.

L’antisemitismo non può più essere liquidato come un’opinione. Deve essere contrastato con una legge chiara, capace di dire senza ambiguità che essere antisemiti non è lecito ed è contro la legge.
È il messaggio emerso dal convegno “Insieme contro l’antisemitismo. Perché serve una legge per contrastarlo”, promosso da Noi Moderati a Palazzo Pirelli, a Milano, con l’obiettivo dichiarato di accelerare l’approvazione in Senato di un disegno di legge il più possibile condiviso.
«Serve accelerare l’approvazione in Senato di una legge che sia votata nella maniera più trasversale possibile per contrastare l’antisemitismo», ha spiegato la senatrice Mariastella Gelmini, che insieme a Maurizio Lupi ha fortemente voluto l’iniziativa. Parlare oggi di antisemitismo, ha chiarito, «non è un modo per ripassare la storia, ma è un atto politico necessario» di fronte a episodi crescenti in Italia e in Europa. Per Gelmini, l’antisemitismo deve rappresentare “un confine” per tutte le forze democratiche: la giornata di confronto con i rappresentanti della comunità ebraica punta proprio ad accelerare un percorso legislativo condiviso.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di un odio mai davvero scomparso. «Le enunciazioni non bastano più», ha affermato. «Credevamo che il fuoco fosse completamente spento, invece abbiamo scoperto che l’antisemitismo continuava a esistere e aspettava solo un’occasione per riemergere». Da qui la necessità, oggi «drammaticamente» evidente, di sancire per legge che fare l’antisemita è contro la legge. La Russa ha rivendicato il percorso compiuto dalla destra nel riconoscere «la bestialità delle leggi razziali», respingendo l’idea di colpe tramandate per eredità. «Tutti sono d’accordo nel difendere gli ebrei vittime della Shoah, ma sugli ebrei vivi c’è qualche difficoltà», ha aggiunto, collegando alcune forme di antisemitismo contemporaneo anche a slogan che negano il diritto all’esistenza dello Stato di Israele.Sulla stessa linea Mara Carfagna, secondo cui «l’antisemitismo si traveste oggi da antisionismo e l’antisionismo è antisemitismo». L’ex ministra ha ricordato la mozione del 2018 per l’adozione della definizione operativa dell’Ihra, poi recepita nel 2020, osservando che dopo il 7 ottobre 2023 il fenomeno «si è slatentizzato e assume forme nuove». La distinzione, ha precisato, è tra la critica legittima alle politiche di un governo e la negazione del diritto del popolo ebraico ad avere uno Stato. Le piazze che invocano una «Palestina libera dal fiume al mare», ha sostenuto, non esprimono solo dissenso politico ma mettono in discussione l’esistenza stessa di Israele. La legge dovrà servire a «stanare quella caccia all’ebreo che fiorisce dovunque», nelle università, nello sport, sui social.
A portare il punto di vista della comunità ebraica è stato il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi. «Questa è una pagina nuova per l’Italia, per gli ebrei italiani di religione ebraica», ha detto. «Finalmente questo disegno di legge verrà approvato e sarà una luce verde per tutta Europa». Meghnagi ha definito il ddl «fatto benissimo» e ha ringraziato chilo ha sostenuto, sottolineando come non sia «di una sola parte», citando esponenti di schieramenti diversi insieme al centrodestra. Ha poi anche richiamato il clima che si respira a Milano, parlando di «continue manifestazioni contro gli ebrei» e «di un clima di paura per i giovani studenti ebraici negli ambienti universitari». Come il volantino diffuso anche da esponenti giovanili del Pd con la scritta «meglio il maiale di un ebreo, di un sionista», osservando che «cambia poco», oltre alle dichiarazioni di rappresentanti municipali che avrebbero chiesto di non far entrare atleti israeliani perché «terroristi». «Ci sono tanti episodi», ha concluso, «a dimostrazione della necessità di una risposta normativa chiara». E questa sembra esserlo.

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