Boicottare i farmaci israeliani: quando l’ideologia diventa anche pericolo pubblico
Commento di Deborah Fait
Testata: Informazione Corretta
Data: 08/02/2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: Boicottare i farmaci israeliani: quando l’ideologia diventa anche pericolo pubblico

Boicottare i farmaci israeliani: quando l’ideologia diventa anche pericolo pubblico
Commento di Deborah Fait

Deborah Fait
Deborah Fait

Il comune di Monza (giunta di sinistra), come Sesto Fiorentino, boicotta i farmaci israeliani prodotti da Teva. I malati che ne hanno bisogno, ne fanno le spese. Decidere arbitrariamente di escludere dalla vendita prodotti efficaci perché “provengono da un paese antipatico a certi individui privi di coscienza” è puro terrorismo sanitario.

Lo scandalo del boicottaggio dei medicinali israeliani continua.

Vergognoso. Ridicolo. Pericoloso.

Così va definito tutto quel che sta succedendo in Italia con il boicottaggio ideologico dei farmaci prodotti da Teva Pharmaceutical Industries, la multinazionale farmaceutica israeliana presente sul nostro mercato da decenni e attiva in una miriade di cure quotidiane per milioni di pazienti.

In città come Monza e Sesto Fiorentino alcune amministrazioni, naturalmente di sinistra, hanno pensato di trasformare le farmacie comunali, che dovrebbero essere luoghi di cura, in luoghi di propaganda politica, invitando a interrompere la vendita di medicinali prodotti in Israele. Ma davvero pensano che cancellare il nome di un’azienda da uno scaffale equivalga a risolvere una guerra? No, serve solo a ricrearne una in più, quella mai finita contro gli ebrei. La salute pubblica non può essere messa sotto sequestro diffondendo un messaggio di odio e di ingiustizia contro una democrazia amica e alleata. È un insulto intollerabile alla scienza medica e alla dignità di ogni paziente.

I farmaci non hanno bandiere. La ricerca biomedica non si ferma davanti a un comunicato stampa o a una mozione. Antibiotici, antiepilettici, trattamenti per malattie croniche, vaccini, medicinali di uso quotidiano: molti di questi prodotti sono essenziali e servono a milioni di persone. Decidere arbitrariamente di escludere dalla vendita prodotti efficaci perché “provengono da un paese antipatico a certi individui privi di coscienza” è puro terrorismo sanitario. Il capogruppo di Forza Italia in Regione Lombardia ha colto nel segno quando ha definito la mozione di Monza “Una delle pagine più vergognose e ipocrite della storia amministrativa della città”, sottolineando che la scelta rischia di trasformare le farmacie in tribunali politici anziché in presidi di cura.

E cosa succederebbe se un cittadino o un bambino con una malattia grave, avessero bisogno proprio di un medicinale prodotto da Teva o da un altro gruppo internazionale inviso a certa sinistra? Li manderemmo a cercare altrove mettendoli in pericolo di vita?

Non è solo Monza. La campagna “Teva? No grazie!” si è diffusa in varie città, sostenuta da gruppi politici e attivisti filo terroristi che cercano di intrecciare le oro idee malsane, i loro sentimenti antisemiti con il mercato farmaceutico.

L’iniziativa vergognosa adottata dal comune di Monza non si limita più a bruciare platealmente pacchetti di pillole o vederli gettare con disprezzo nelle immondizie da qualche sanitario esaltato (episodi che hanno già suscitato proteste e critiche), ma si tratta di vero e proprio boicottaggio ufficiale nei confronti di una democrazia alleata dell'Italia a danno degli stessi cittadini italiani. Usare persino dei medicinali come simboli di propaganda antisionista, antisemita, antiumana, è disgustoso e molto pericoloso per la sanità pubblica.

La cura e la salute vengono prima di qualunque posizione politica, anzi dovrebbero esserne esenti. Se qualcuno pensa che la “pressione morale” sui farmaci possa cambiare la geopolitica, è un irresponsabile che caricare sulle spalle dei malati e dei più fragili il peso del suo odio razziale.

La medicina non è propaganda da social, né un avamposto per ideologie. È vita. È dignità. È tutela dei diritti sanciti dalla legge. Ogni politico, amministratore o attivista dovrebbe ricordarlo prima di mettersi a giocare a Risiko con la vita e i farmaci altrui.

Mentre qualcuno in Italia gioca a boicottare Israele, la medicina israeliana cura, innova e salva vite. L’ultima prova è NexoBrid, un gel rivoluzionario sviluppato in Israele per il trattamento delle ustioni gravi. Non una “cremina”qualsiasi, ma un farmaco avanzato: applicato sulla pelle ustionata, rimuove selettivamente il tessuto morto in poche ore, evitando interventi chirurgici invasivi e dolorosissimi, riducendo infezioni e accelerando la guarigione.

È stato usato con successo anche in ospedali italiani, come il Niguarda di Milano, su pazienti con ustioni gravissime dove sono tuttora ricoverati i feriti sopravvissuti alla tragedia di Crans Montana. Questo farmaco significa meno dolore, meno operazioni, più possibilità di recupero. Quei ragazzini ricoverati che soffrono pene enormi dovranno ringraziare gli attivisti proPal che, a causa dello schifo ideologico che li anima, impediscono loro di guarire con meno dolore e meno pericolo.

La realtà che questi geni dell'odio rifiutano di vedere è questa: Israele non esporta propaganda, esporta cure. E mentre in Italia c’è chi sventola cartelli che gli augurano morte e boicottaggio, Israele inventa terapie che fanno la differenza tra la vita e le mutilazioni permanenti.

Boicottare tutto questo non è politica. È stupidità.

La propaganda non è mai “solidale”: è falsa, irresponsabile e criminale.

takinut3@gmail.com