Lettera: le menzogne su Giudea e Samaria
Gentilissima Deborah Fait,
sarebbero sufficienti tre interventi recenti pubblicati su IC (nella fattispecie mi riferisco al suo riassunto della storia della Giudea e della Samaria IC 27/01, al commento di Fiamma Nirenstein, IC 28/01, relativo a un articolo apparso sull’Unità, e alla lettera di Michele Cocchi a La Verità, IC 31/01) per confutare la maggior parte delle falsità e calunnie diffuse nel passato, nel presente e – temo – anche nel futuro – su Israele e gli ebrei.
Tuttavia, seguendo ormai da decenni queste tematiche, la mia disillusione è ormai pressoché totale. I fatti sono disponibili ovunque, gli eventi storici provati da innumerevoli fonti, saggi ecc., ma non vengono minimamente accolti. Come aveva scritto lei, oggi la retorica “Ma i bambini di Gaza?” tronca ogni discorso razionale, e ogni spiegazione viene accolta con fastidio o semplicemente nemmeno ascoltata. Secondo la mia esperienza, chi mi vuole abbastanza bene da voler continuare l’amicizia cerca di sorvolare, altri meno benintenzionati cercano di mettermi sullo stesso piano dei “negazionisti del covid”…
Purtroppo la ricetta non ce l’ho; però come già suggerito in varie sedi, qui la ragione e la veridicità si confrontano con le emozioni (oltre che con la patologia inestirpabile dell’odio degli ebrei), e ne escono perdenti. Qui sta la perfidia di quelli che divulgano le bugie, e di chi è più che pronto ad accoglierle a braccia aperte. Forse ci vorrebbe una campagna massiccia e altamente professionale basata anch’essa sulle emozioni. Ma come, e da parte di chi? Perché finché coloro che culturalmente e moralmente contano nelle nostre società occidentali si faranno portavoce di questa “narrativa”, chi cerca di mettersene contro viene e verrà sempre percepito come eticamente detestabile, depravato, anzi, come rappresentante del male.
Grazie e grande rispetto per la sua perseveranza.
Cordiali saluti
Eva Teichmann
Cara Eva,
Lei scrive giustamente che i fatti, la storia, la verità sono disponibili ovunque. Vi son prove, date, nomi, la verità storica. C'è tutto per sapere e per informarsi. Evidentemente non basta perché tanti, troppi, hanno la mente offuscata dall'ideologia terzomondista, o per dirla con un termine moderno oggi, dall'ideologia Woke, per cui il Terzo Mondo è l'unico ad essere dalla parte della ragione mentre l'Occidente, quindi Israele, sono il Male. L'equazione è presto fatta, i palestinesi sono i "poveri" da difendere perché hanno sempre ragione e gli israeliani, ricchi, colti e quindi cattivi, da condannare. Ma c'è di più: vi sono molte minoranze povere al mondo di cui nessuno si cura e per cui nessuno combatte. Popoli con una storia antica, non inventata negli anni '60 come quella palestinese, mi riferisco ai curdi, agli yazidi, ai tibetani e molti altri, popoli cui è impedito persino di parlare la propria lingua. Eppure nessuno se ne preoccupa, nessuno li difende, non ci sono mai manifestazioni per loro. Questo dimostra che nei confronti dei palestinesi c'è molto altro: ci sono gli ebrei! Il popolo più odiato nella storia del mondo. Il bubbone che nessuno riesce a digerire. Lo dimostra anche il fatto che non c'è nessun interesse per gli altri palestinesi, quelli chiusi nei campi profughi e senza diritti nei paesi arabi. Quelli possono stare là, dimenticati, arabi fra arabi, quindi si arrangino anche se i loro fratelli islamici li odiano.
Come lei giustamente scrive noi, israeliani, occidentali e chiunque osi mettersi contro la narrativa woke, siamo detestabili, depravati, anzi, siamo visti come rappresentanti del male. Come combattere tutto questo? Lo facciamo da decenni senza successo, purtroppo. Ma andiamo avanti, sempre!
Grazie per le sue lettere
Un cordiale shalom
Deborah Fait
takinut3@gmail.com