Attenti, l’antisemitismo non è un problema solo per gli ebrei
Lettera di Andrea Atzeni
Testata: Il Foglio
Data: 01/02/2026
Pagina: 4
Autore: Andrea Atzeni
Titolo: Attenti, l’antisemitismo non è un problema solo per gli ebrei

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 01/02/2026, a pagina 4, la lettera di Andrea Atzeni dal titolo: "Attenti, l’antisemitismo non è un problema solo per gli ebrei".


Andrea Atzeni

Ritratto di Anna Frank con la keffiah, una delle tante ingiurie storiche del Giorno della Memoria per fare accostamenti fra Shoah e Gaza e per scaricare di nuovo la colpa sugli ebrei.

Al direttore - Nato con le migliori intenzioni, il Giorno della memoria si è presto ridotto a mero appuntamento burocratico utile a esorcizzare l’antisemitismo. Sino a un paio di anni fa si poteva almeno ben dedicare una giornata al ricordo degli ebrei uccisi durante la Shoah per poi meglio infierire su quelli ancora in vita durante i restanti trecentosessantaquattro giorni. Poi, col 7 ottobre, tanti hanno accolto con sollievo il segnale di Hamas, e proprio il 27 gennaio è stato tramutato nel giorno della demonizzazione del popolo ebraico. Anche quest’anno c’è stato tutto un fiorire di iniziative di antisemitismo intellettualistico, a base di acrobatici accostamenti tra Auschwitz e Gaza. E anche quest’anno ci si poteva aspettare di trovare sui quotidiani di fine gennaio tanti episodi scolastici conseguenti a tali sviluppi. Invece ci si è potuti imbattere soltanto in uno sparuto studente che dalla galleria del teatro “Francesco Stabile” di Potenza sventolava una kefiah durante le celebrazioni della ricorrenza promosse dalla Prefettura. In effetti, per capire meglio con un altro esempio, tutte le sere davanti al Duomo di Milano ci sono sì dei manifestanti pro Pal, ma sono solo quattro nostalgici reduci del movimentismo degli anni Settanta. Non ci sono più le frotte di giovinastri vari che, ancora qualche mese fa, giravano allegramente a far danni per la città con l’alibi della pace. Si può insomma sperare che lo sbandieratore teatrale sia solo un tardo epigono e non certo l’esponente di una temeraria avanguardia. Come si chiama? Che classe frequenta? Perché ha compiuto quel gesto? Non lo sappiamo. I giornali non ci dicono nulla di lui. Terminato il suo quarto d’ora di popolarità sembra ora tornato nell’oblio. In mancanza di altre evidenze è bene mantenersi su una ipotesi economica: nessun dolo e scarsa colpa. Probabilmente il ragazzo è di una ignoranza abissale circa i fatti della Shoah e circa l’unico significato ragionevolmente tributabile al drappo reso di moda dal terrorista Arafat. Al teatro la manifestazione si apriva con l’elmo di Scipio e dov’è la Vittoria? Ma che ne so io! Vi faccio vedere io, vi faccio! Avrà sbottato il nostro, alla maniera di Fantozzi. Poi un minimo di belluino riflesso condizionato l’avrà portato a rispondere alla pomposa manifestazione col vessillo caro agli odiatori. E’ ancora giovane, possiamo sperare in un suo ravvedimento, magari operoso. Fin qui l’abbiamo fatta fin troppo lunga. Il problema vero è un altro. Si è letto che solidarietà all’oltraggio studentesco al Giorno della memoria è arrivata dalle associazioni Libera, Articolo 2, Anpi, Comitato per la Pace, Gruppo Scout Agesci, Cgil, per “attualizzare la riflessione, esprimendosi contro l’imperialismo e il sionismo dilaganti e schierandosi apertamente contro tutti i genocidi invisibilizzati, tra cui quello in Palestina”. A rilasciare simili dichiarazioni sono dunque persone adulte e consapevoli, cui il mondo della scuola attribuisce spesso acriticamente autorevolezza, arrivando ad affidare loro di continuo progetti scolastici riguardanti l’attualità e l’educazione civica. Speriamo che i docenti responsabili d’ora in poi se ne ricordino. Anche in tutti gli altri giorni dell’anno scolastico.

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