Riprendiamo dal RIFORMISTA online il redazionale dal titolo "Siena, gruppi pro-Pal tentano di impedire la presentazione del libro di Parenzo su Israele"
Alla biblioteca degli Intronati di Siena, si è tenuta una presentazione del libro di David Parenzo su Israele – “Lo scandalo Israele”, Rizzoli, 2025 – un evento improntato alla riflessione e al confronto, purtroppo preceduto e accompagnato da proteste e pressioni di gruppi pro-Palestina. Gruppi che hanno messo in discussione non solo i contenuti dell’incontro, ma il diritto stesso che si svolgesse. Un segnale preoccupante del clima che attraversa oggi il dibattito pubblico, con polemiche proseguite anche durante l’evento.
Il punto non è condividere o meno le tesi espresse, ma difendere senza ambiguità la libertà di espressione. In una democrazia liberale, non esistono opinioni autorizzate e opinioni da silenziare: tentare di impedire la presentazione di un libro non è dissenso, è censura. Le idee si contrastano con altre idee, non con il veto o la delegittimazione preventiva.
Significativa è stata la partecipazione di molti giovani, presenti nonostante il clima di tensione: un segnale importante di attenzione al confronto e alla libertà di parola, anche su temi difficili e divisivi.
Il caso di Siena mostra come una parte del dibattito sia scivolata verso un’intolleranza mascherata da impegno civile, pronta a sacrificare le libertà fondamentali in nome di una causa ritenuta superiore. Criticare le politiche di Israele è legittimo; delegittimarne l’esistenza e impedire il confronto pubblico è intolleranza politica.
Il diritto di Israele a esistere non esclude quello dei palestinesi a uno Stato: la pace si costruisce sul riconoscimento reciproco, non sulla censura. Per il Partito Liberaldemocratico la linea è chiara: nessuna causa giustifica la compressione delle libertà individuali. Difendere la libertà di parola, soprattutto quando è scomoda, è il fondamento stesso dello Stato di diritto.
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