Dopo Greta, è Zaki il nuovo testimonial della Flotilla
Commento di Gianni Di Capua
Testata: Il Tempo
Data: 29/01/2026
Pagina: 7
Autore: Gianni Di Capua
Titolo: Flotilla trova nuovi testimonial. Dopo Greta Thunberg arriva Zaki

Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 29/01/2026, a pag. 7, con il titolo "Flotilla trova nuovi testimonial. Dopo Greta Thunberg arriva Zaki", il commento di Gianni Di Capua.

ProPal, la Flotilla imbarca Patrick Zaki: nuovo testimonial per Gaza – Il  Tempo
La Global Sumud Flotilla tenta un rilancio politico e mediatico puntando su nuovi volti, dopo divisioni interne e l’uscita di scena di Greta Thunberg.
La scelta di Patrick Zaki come testimonial segna l’ennesima saldatura tra attivismo ProPal e retorica anti Israele e Occidente

Nuova spedizione, facce nuove. La Global Sumud Flotilla si prepara a tornare in mare, forse già a marzo, in sostegno di Gaza e contro Israele.

Dopo le polemiche e le fratture interne servono nuovi testimonial della campagna, visto anche il probabile forfait di Greta Thunberg, l’attivista green convertita ProPal. Salgono vertiginosamente le quotazioni di Patrick Zaki, l’attivista egiziano scomparso un po’ dai radar dopo un picco di esposizione seguito alla sua liberazione grazie al lavoro diplomatico del governo di Giorgia Meloni (senza neanche un grazie, va aggiunto…).

Ebbene, l’ex studente diventato papà a dicembre sarà ospite di un incontro che si terrà venerdì 30 gennaio a Palazzo Nuovo, negli spazi dell’Università Statale, insieme all’esponente italiano della Flotilla Tony La Piccirella e alla vicedirettrice de il manifesto Chiara Cruciati.

Il titolo è tutto un programma: «All’arrembaggio! La Global Sumud Flottilla riparte, il genocidio a Gaza non si è mai fermato, la lotta continua». Di cosa si parlerà? Ne dà conto lo stesso Zaki sui social rilanciando un post, come riporta il Giornale: «Oggi più che mai è evidente che il cessate il fuoco a Gaza voluto da Trump non abbia rappresentato la fine del progetto coloniale e genocida di Israele. Nelle ultime ore, giorni, settimane, migliaia di persone sono state uccise dai raid quotidiani su Gaza, dalla violenza dei coloni e dell’esercito in Cisgiordania, dal freddo, dalla fame, dalle piogge in un territorio devastato e tuttora sotto assedio».

Non solo Israele. Nel mirino ci sono anche le «politiche imperialiste e guerrafondaie di Trump e di tutto l’Occidente», in sostegno tra l’altro del Venezuela. «Mentre le politiche imperialiste e guerrafondaie di Trump e di tutto l’Occidente colpiscono in modo sempre più aggressivo in Venezuela e in tutta l’America Latina, in Medio Oriente, in Africa, l’annuncio dell’inizio della cosiddetta “fase due” del piano di Trump per Gaza rende evidente come questo non sia altro che un piano per portare a termine la colonizzazione e l’annientamento della Palestina», si legge in un passaggio.

E ancora, in conclusione: «L’attacco in Venezuela, le minacce di Trump, l’escalation globale, la militarizzazione e repressione dei nostri territori sono parte dello stesso progetto politico ed economico che cerca di annientare la resistenza del popolo palestinese».

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