Riprendiamo l'articolo di Giulio Meotti, dalla sua newsletter, dal titolo: "Niente 'tre porcellini' e Giornata della Memoria a scuola".
Giulio Meotti
Christopher Hitchens, il grande bastian contrario inglese, ci aveva avvertito:
“Si tratta di una questione urgente, signore e signori. Vi incoraggio. Resistete finché potete, prima che il diritto di lamentarvi vi venga tolto e sarà la prossima cosa. Vi verrà detto che non potete lamentarvi perché siete islamofobi. Il termine è già stato introdotto nella cultura come se fosse un’accusa di odio razziale o di bigottismo. Quando in realtà è solo un’obiezione alla predicazione di una religione estrema e assoluta. Fate attenzione a questi sintomi. Sono sintomi di resa. Ecumenicamente offerta a voi da uomini in altre vesti... E saranno i vostri predicatori a farlo per voi e le autorità multiculturali a farlo per voi. Resistete finché potete, per timore che i religiosi della pace si offendano. I barbari non prenderanno mai la città finché qualcuno non terrà aperte le porte per loro e saranno le autorità multiculturali a farlo per voi. Resistete finché potete. E se vi chiedete cosa succederà se non lo fate, guardate come una squadra di cricket in Inghilterra ha dovuto cambiare nome con la forza la scorsa settimana perché si chiamava Crusaders. O guardate come le storie sui tre porcellini non possano più essere insegnate ai bambini nelle scuole. Resistete finché potete”.
Lo shock di civiltà in miniatura o in versione nursery, se preferite la metafora.
Prima la BBC ci informa che un preside del West Yorkshire inglese ha vietato l’ingresso in classe di libri contenenti storie sui maiali, nel caso in cui offendano i bambini musulmani.
La preside, Barbara Harris, ha dichiarato: “Sono venuta a conoscenza di un caso in cui a bambini musulmani in classe sono state lette storie sui maiali. Cerchiamo di essere sensibili al fatto che per i musulmani parlare di maiali è offensivo”.
Al centro dello scandalo, I tre porcellini.
Non un pamphlet blasfemo, non un Mein Kampf per minorenni, ma la fiaba più innocua della letteratura infantile. Tre maialini rosa che costruiscono casette e scappano dal lupo.
Poi, racconta il Times, sempre una storia basata sui tre porcellini viene esclusa da un premio perché i musulmani si sarebbero offesi.
Poi una scuola inglese rinomina I tre porcellini sempre per evitare noie multiculturali.
Ora Christophe, un insegnante francese che desidera rimanere anonimo, racconta a RMC:
“Ho letto e sviluppato un progetto basato su ‘I tre porcellini’ e un terzo della classe piangeva a causa dei porcellini. Mi è stato fortemente consigliato, dal punto di vista dei genitori, di smettere”.
Pianto. Per i porcellini di carta. Non per fame, non per bullismo, non per la guerra in Ucraina, neanche per Minneapolis: per tre maialini che soffiano e sbuffano. E l’insegnante laico, repubblicano, erede di Jules Ferry, si piega. Fine del progetto. Silenzio. Vergogna.
Passo dopo passo, la laicità così si svuota. Diventa prima neutralità passiva, poi neutralità compiacente, infine sottomissione solerte. Non serve conquistare con le armi: basta piangere abbastanza forte in classe e mandare la mamma velata a “consigliare” l’insegnante.
Perché l’Occidente, culla di Rabelais e delle sue satire grottesche, cede così facilmente? Se neanche i tre porcellini resistono, figuriamoci Cervantes o Voltaire.
L’immigrazione di massa e fuori controllo è alla radice di quasi tutto e ovunque: esplosione della criminalità a Bruxelles, scandali sociali a Minneapolis, stagnazione salariale a Torino, fallimento scolastico a Birmingham, disfunzioni del sistema sanitario a Colonia, inaccessibilità delle case a Marsiglia, massacri di ebrei a Bondi Beach, stupri di bionde in Svezia e della scomparsa dei tre porcellini dalle scuole.
Se l’Occidente vuole sopravvivere, deve smettere di balbettare “inclusione” e iniziare a ringhiare “assimilazione o arrivederci”. Perché dai porcellini al resto è un attimo.
Prima delle atrocità del 7 ottobre 2023, 2.000 delle 4.000 scuole secondarie del Regno Unito avevano celebrato la giornata della memoria della Shoah.
Nel 2025, quel numero è sceso a sole 854. Effetti del multiculturalismo. D’altronde, in Francia a scuola si studia che il 7 ottobre quelli di Gaza hanno ucciso “1.200 coloni”.
E domani?
Bandiranno il prosciutto dalla mensa, il vino dai pranzi aziendali, le minigonne dalle strade, poi le croci dai cimiteri. Ah no, lo stanno già facendo.
Via il prosciutto dalle mense, via le minigonne dalle scuole, via le croci dai cimiteri.
E già che ci siamo, impediamo anche ai critici dell’Islam di entrare.
L’Australia, dove il mese scorso c’è stato un attentato dell’Isis contro gli ebrei, ha appena messo al bando Sammy Yahood, critico dell’Islam britannico-israeliano.
Disturbatore della “pace” multiculturale.
Quando inizi a perdere le tue libertà neanche te ne accorgi e ti ritrovi nel giro di qualche anno come in un paese devastato dalle divisioni. Lo spiega lo psicologo canadese Gaad Saad da Gerusalemme:
“Vi racconterò una storia. Mentre lasciavamo l’aeroporto di Beirut per emigrare in Canada e mentre il pilota dava l’allerta che eravamo ora fuori dallo spazio aereo libanese, mia madre tira fuori una Stella di David, me la mette al collo e dice: ‘Ora puoi indossarla ed essere fiero di quello che sei’. Tenete a mente questo pensiero, perché 45 anni e più dopo, due settimane dopo il 7 ottobre, mio figlio era appena tornato da una partita di calcio a Montreal, nella zona est di Montreal, dove c’è una prevalenza particolare di un certo gruppo demografico. Mi disse: ‘Papà, se fossi venuto a guardarmi giocare a calcio dove ho giocato oggi e se avessi indossato una Stella di David, saresti morto’. Quindi nel 1975 ho lasciato il Libano in modo da poter finalmente indossare una Stella di David. E nel 2023 è meglio che tolga una Stella di David. E ieri, come gesto simbolico, siamo andati al suk di Gerusalemme e ho comprato una stella di David”.
Non riguarda i tre porcellini e neanche il prosciutto e neanche le minigonne e neanche le croci dai cimiteri e neanche la stella di Davide. Riguarda ciò che siamo e che stiamo perdendo.
Allora prepariamoci a sostituire i porcellini con gli agnellini halal e i coniglietti gender-neutral. Fino a quando anche l’ultimo agnellino e coniglietto di paglia crolleranno sotto il soffio del feroce lupo demografico.
La newsletter di Giulio Meotti è uno spazio vivo curato ogni giorno da un giornalista che, in solitaria, prova a raccontarci cosa sia diventato e dove stia andando il nostro Occidente. Uno spazio unico dove tenere in allenamento lo spirito critico e garantire diritto di cittadinanza a informazioni “vietate” ai lettori italiani (per codardia e paura editoriale).
Abbonarsi alla sua newsletter costa meno di un caffè alla settimana. Li vale.
Per abbonarsi, clicca qui
giuliomeotti@hotmail.com