Riprendiamo da LIBERO di oggi, 28/01/2026, a pag. 9, la cronaca di Alessandro Gonzato intitolata: "Conte sfregia la giornata della Memoria".
Alessandro Gonzato
Lo spettacolo, malinconico, a Roma è andato in scena tra le vicinanze di via del Nazareno – dove c’è la sede del Pd – e la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato, dove Giuseppe Conte ha occhieggiato ai movimenti pro-Pal perfino nel Giorno della Memoria. I militanti invece, quelli senza pochette, dicevamo che si erano dati appuntamento davanti al quartier generale democratico, manifestazione vietata dalla questura, e sono stati fermati dalle forze dell’ordina tra via della Stamperia e piazza San Silvestro.
I perdigiorno hanno usato la scusa del “disegno di legge Delrio”, quello contro l’antisemitismo – contestato da Elly e i suoi i quali hanno presentato un ddl diverso – per dare un senso al pomeriggio. E però il gruppetto è stato contenuto senza troppi problemi. I venti pasdaran sono stati intercettati, identificati, e gli agenti li hanno invitati ad allontanarsi. All’inizio i pro-Pal hanno provato comunque a raggiungere la sede del Pd. Alla fine sono stati accompagnati in via del Tritone e segnalati all’autorità giudiziaria per manifestazione non autorizzata. Sono tornati a casa con la kefiah nel sacco, ma alla vigilia erano dei leoni: «Nessun passo indietro, il nostro presidio è confermato», avevano tuonato sui social, «gli unici che devono indietreggiare sono i ddl che vogliono criminalizzare la solidarietà con la Palestina. La nostra memoria è buona e quando si dice “mai più” intendiamo “basta genocidio del popolo palestinese e basta complicità con lo stato sionista”». È finita coi quattro amici al bar.
Ecco Conte, il presidente del Movimento “Gra-tu-i-ta-men-te”: «Oggi è il Giorno della Memoria dell’Olocausto, ma si può anche parlare di quello che è successo a Gaza, perché se ne deve sempre parlare. Però», ha aggiunto Conte riferendosi alle parole pronunciate in mattinata al Quirinale dalla senatrice a vita Liliana Segre, «non bisogna utilizzare Gaza contro l’Olocausto, sarebbe una scorrettezza morale unica». Capito?
Il presidente dei 5Stelle è andato avanti: «Dobbiamo combattere sempre l’antisemitismo. In questa memoria ci sono valori morali che vanno coltivati oggi e sempre».
A Bologna, immancabilmente, c’è stata tensione in piazza Nettuno, ritrovo abituale delle compagnie anti occidentali. Durante la cerimonia di deposizione di corone al Sacrario dei caduti un drappello pro-Pal, in mezzo a cui c’erano rappresentanti dei partigiani dell’Anpi e altre associazioni, hanno sventolato bandiere mediorientali, urlato slogan ed esortato il sindaco dem Matteo Lepore «a parlare del genocidio di oggi». Su alcuni cartelli la scritta “Mai più vuol dire mai più per nessun popolo”.
A cerimonia conclusa, per evitare che la situazione degenerasse come ogni volta che a Bologna si muovono le frange della sinistra, le forze dell’ordine hanno allontanato i manifestanti dalla piazza, da cui andandosene il sindaco ha dichiarato: «Io non mi occupo di ordine pubblico, il questore e il prefetto decideranno cosa fare».
Stefano Cavedagna, europarlamentare bolognese di Fdi, in un comunicato è stato molto duro: «Davvero triste e subdolo vedere che c'è chi ne approfitta in un momento in cui si ricorda l’Olocausto, per offendere la comunità ebraica. La giunta Lepore prenda le distanze da questi soggetti e da chi, come l’Anpi, si è intrattenuto coi contestatori. È un cortocircuito quello della sinistra bolognese, che dimostra purtroppo la natura antisemita». Caos pro-Pal pure a Cagliari: decine di identificati per un altro corteo non autorizzato.
Anche a Napoli il sindaco, anche lui del Pd, Gaetano Manfredi, ha fatto un figurone: perla prima volta la comunità ebraica non ha partecipato alle iniziative ufficiali organizzate per il ricordo dell’Olocausto. «Il Comune di Napoli», ha spiegato la presidente della comunità partenopea, Lydia Schapirer, «ha deciso di dare voce solo a un interlocutore, il che non significa aprire un dialogo. Mancano la vicinanza e un dialogo basati su uno scambio reciproco».
Il riferimento è al documento approvato nei mesi scorsi dal Consiglio comunale che ha riconosciuto la Palestina e chiede al sindaco di interrompere i rapporti con enti, istituzioni o imprese legati al governo israeliano o «coinvolti nello sterminio a Gaza».
Attenzione, irrompe il professor Tomaso Montanari, maître à penser del buon umore: «Il veleno del nazismo è tornato. Oggi la violenza dello Stato decide chi vale di più». Lo spettacolo, d’improvviso, è diventato comico. Comicità involontaria, s’intende.
Per inviare a Libero la propria opinione, telefonare: 02/99966200, oppure cliccare sulla e-mail sottostante
lettere@liberoquotidiano.it