La sinistra e la richiesta di scarcerazione di Marwan Barghouti: una vergogna politica e morale
Commento di Deborah Fait
Testata: Informazione Corretta
Data: 24/01/2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: La sinistra e la richiesta di scarcerazione di Marwan Barghouti: una vergogna politica e morale

La sinistra e la richiesta di scarcerazione di Marwan Barghouti: una vergogna politica e morale
Commento di Deborah Fait 

Deborah Fait
Deborah Fait

Sinistra in piazza per liberare il terrorista Marwan Barghouti, noncurante delle proteste israeliane, in nome di una presunta (molto presunta) soluzione politica al conflitto.

La richiesta di scarcerazione di Marwan Barghouti, avanzata da settori della sinistra italiana,  europea e internazionale, rappresenta uno dei punti più bassi di una certa deriva ideologica che, in nome di una presunta volontà di pace, finisce per legittimare la violenza e il terrorismo tradendo i valori che, mentendo e sapendo di mentire,  dice di difendere.

Marwan Barghouti non è un prigioniero politico nel senso nobile del termine. È stato condannato da un tribunale israeliano a più ergastoli per il suo coinvolgimento diretto in attentati terroristici che hanno causato la morte di civili innocenti. Uomini, donne, bambini: vittime la cui memoria sembra scomparire completamente quando il discorso diventa ideologico, in cui esistono solo oppressori e oppressi, buoni e cattivi. I buoni sono naturalmente i terroristi, indovinate chi sarebbero i cattivi! Barghouti è stato accusato di:

  • Omicidio (in relazione a 5 attacchi con morti e feriti)
  • Tentato omicidio attraverso attentati fortunatamente non riusciti
  • Cospirazione per commettere crimini
  • Appartenenza a organizzazioni terroristiche (Fatah, Tanzim, Martiri di Al Aqsa) di cui Barghouti era capo assoluto.

Presentarlo quindi come un simbolo della resistenza o come un “Mandela palestinese” non è solo storicamente falso, ma moralmente offensivo. Nelson Mandela, pur avendo lottato contro un sistema ingiusto come l'apartheid, ha incarnato un percorso di riconciliazione e di rifiuto della violenza indiscriminata. Barghouti, al contrario, non ha mai rinnegato la strategia degli attentati contro civili. Equiparare le due figure significa svuotare di senso parole come pace, giustizia e diritti umani.

La vera vergogna, tuttavia, non è solo nella richiesta in sé, ma nell’atteggiamento di chi la sostiene ignorando deliberatamente le vittime del terrorismo. È una sinistra che parla di diritti umani selettivi, che difende i civili solo quando rientrano nello schema ideologico corretto, e che mostra una inquietante indulgenza verso la violenza quando questa è esercitata “dalla parte giusta”, che in Italia è rappresentata da PD, AVS, M5S ( che hanno incontrato in parlamento la moglie di Barghouti), i Centri sociali e alcuni sinistri personaggi della disgregata opposizione italiana al governo Meloni.

Chiedere la scarcerazione di Barghouti non contribuisce alla pace, né al dialogo, né alla soluzione del conflitto israelo-palestinese. Al contrario, rafforza le posizioni più estreme, delegittima ogni percorso politico non violento e manda un messaggio devastante: il terrorismo può essere giustificato, relativizzato, persino premiato, se rivestito di una retorica ideologica accettabile.

Una sinistra credibile dovrebbe avere il coraggio di dire una cosa semplice ma fondamentale: la causa palestinese non ha bisogno di icone macchiate di sangue innocente né di leader terroristi come i precedenti (Arafat e Abu Mazen), così come la pace non nasce dall’assoluzione della violenza palestinese. Continuare su questa strada non è solo un errore politico. È una resa etica che significa solamente una cosa: la sinistra ha perso da tempo ogni bussola morale.

takinut3@gmail.com