Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 06/01/2026, a pag. 1, con il titolo "Vergogna grillina, De Raho infilzato da Colosimo. E linea da ‘bimbi di Khamenei’", l'editoriale di Daniele Capezzone.
Daniele Capezzone
Il tempo ha smascherato il grillismo: incapace di una posizione morale netta, il M5S si è astenuto persino su un documento di solidarietà al popolo iraniano, mostrando sudditanza verso i regimi autoritari.
La giornata ha poi visto Chiara Colosimo inchiodare il vicepresidente della Commissione Antimafia, Federico Cafiero De Raho, alle sue responsabilità sul dossieraggio di massa
Il tempo è galantuomo. Forse non è sempre così galantuomo come vorremmo che fosse, ma – alla lunga – qualche soddisfazione te la dà, riconoscendo a ciascuno il giusto peso e collocando tutti dove meritano.
Ve li ricordate qualche anno fa i grillini rammeggianti, ululanti, vaffanculanti, con il dito alzato a indicare gli altri (tutti disonesti, tutti mafiosi, tutti collusi, secondo loro)?
Ecco, la giornata di ieri si è incaricata di mostrarli per quello che sono. Sul versante ideale e morale, non sono riusciti ad andare oltre una misera astensione su un documento di solidarietà verso il popolo iraniano. In quella posizione indifendibile e oscena c’è l’essenza del grillismo: la soggezione verso Teheran Mosca Pechino, la mancanza di amore verso la libertà e la democrazia, una sostanziale indifferenza morale tra tiranni e vittime delle dittature.
Poi, nel pomeriggio, la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo ha infilzato il suo vice, il grillino Federico Cafiero De Raho.
Proprio lui: già procuratore antimafia ai tempi di un dossieraggio di massa (non si era accorto di nulla, sostiene), e ora membro della Commissione chiamata a investigare su quei fattacci.
Colosimo lo ha inchiodato alle sue responsabilità, come leggerete nella colonna accanto a questa. E Cafiero De Raho farebbe bene a dimettersi: non solo dalla Commissione, ma dal Parlamento.
Immaginate cosa avrebbero detto e fatto i grillini se nella posizione di Cafiero De Raho si fosse trovato un esponente di Fratelli d’Italia, della Lega o di Forza Italia: si sarebbero appesi ai lampadari, avrebbero gridato al golpe, avrebbero occupato le Aule parlamentari e gli studi televisivi. Avrebbero fatto le tigri. Stavolta invece sono rimasti muti, ciechi e sordi come le tre proverbiali scimmiette.
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