In Iran rispunta Khamenei e dà l’ok alla repressione
Cronaca di Daniele Dell'Orco e video
Testata: Libero
Data: 04/01/2026
Pagina: 5
Autore: Daniele Dell'Orco
Titolo: In Iran rispunta Khamenei e dà l’ok alla repressione

Riprendiamo da LIBERO del 04/01/2026, a pag. 5, con il titolo "In Iran rispunta Khamenei e dà l’ok alla repressione" la cronaca di Daniele Dell'Orco.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Khamenei minaccia i manifestanti, un giorno dopo l'avvertimento di Trump. Mai la tensione è stata così alta come negli ultimi giorni. 
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È salito ad almeno dieci morti il bilancio delle proteste esplose in Iran in un contesto di grave crisi economica e valutaria. Le manifestazioni, iniziate dai commercianti dei bazar colpiti dal crollo del rial e dall’instabilità dei prezzi, si sono estese rapidamente in oltre cento località di 22 province, assumendo in diversi casi un carattere violento. La moneta iraniana viene scambiata attorno a 1,4 milioni di rial per un dollaro, minimo storico che ha aggravato l’inflazione e paralizzato le attività commerciali.
Nel suo primo intervento pubblico dall’inizio delle proteste, la Guida Suprema Ali Khamenei ha attribuito la crisi economica ad azioni ostili del “nemico”, identificato in Israele e negli Stati Uniti, negando che la svalutazione sia un fenomeno naturale. Ha riconosciuto come legittime le proteste dei commercianti, affermando che chi non riesce più a fare affari ha ragione a lamentarsi, e ha invitato i funzionari statali a dialogare con i manifestanti.
Allo stesso tempo ha tracciato una netta linea di demarcazione tra protesta pacifica e rivolta, accusando gruppi infiltrati di scandire slogan anti-Islam e anti-Repubblica Islamica con l’obiettivo di destabilizzare il Paese.
Khamenei, allo stesso tempo, dopo aver definito il bazar una componente storicamente fedele e rivoluzionaria del sistema, ha ribadito che la Repubblica islamica non tollererà disordini e ha invitato le forze di sicurezza ad agire con decisione contro i rivoltosi. Parole che suonano come un via libera a un inasprimento ulteriore della repressione.
Nelle ultime ore infatti la violenza è aumentata: a Qom un uomo è morto nell’esplosione di una granata, che secondo le autorità stava trasportando «per colpire la popolazione», mentre a Harsin è stato ucciso un membro dei Basij in un attacco con armi da fuoco e coltelli. Le immagini diffuse online mostrano incendi e scontri notturni in diverse città. In risposta all'avviso di Donald Trump («pronti a intervenire se ci sono violenze»), Ali Larijani, consigliere della Guida suprema ha minacciato «Trump dovrebbe sapere che qualsiasi ingerenza equivarrebbe a destabilizzare l’intera regione e a danneggiare gli interessi americani. Stia attento ai suoi soldati». Ma le immagini in arrivo dall’alleato Venezuela suggeriscono attenzione anche al regime iraniano.
Se da un lato il governo afferma di lavorare a soluzioni economiche, dall'altro il deteriorarsi della situazione sul terreno rende palese che il regime degli ayatollah stia attraversando una delle fasi di maggiore tensione interna degli ultimi anni.

 

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