Riprendiamo da IL TEMPO di oggi 02/01/2026, a pag. 1, con il titolo "Ma gli «onesti» tutti zitti? Devono smaltire spumante o vergogna?", l'editoriale di Daniele Capezzone.
Daniele Capezzone
Buon anno, amici lettori. Che sia un anno come ciascuno di noi lo desidera e soprattutto saprà meritarselo.
Ciò detto, veniamo alle note dolenti che ci trasciniamo dalla fine del 2025. Dal primo minuto della nota faccenda del signor Hannoun e dei suoi cari (da oggi Il Tempo la chiamerà Propalopoli, proprio come Tangentopoli), questo giornale, che pure è stato magna pars – da mesi – della campagna di denuncia del caso, è rimasto doverosamente garantista.
Noi non lo dimentichiamo mai: anche i peggiori (e Hannoun è pessimo) hanno diritto alle garanzie costituzionali. In termini di giudizio morale e politico, tutto quello che sappiamo ci basta e ci avanza per chiedere che quelli come lui siano impacchettati e rimandati al loro Paese. Ma giuridicamente sappiamo che a tutti, e quindi pure ad Hannoun, va garantito pieno diritto di difesa.
Ma invece che fine hanno fatto i manettari, i giustizialisti, quelli per cui il sospetto era l’anticamera della verità? Hanno impiccato moralmente per anni qualunque piccolo ladro di galline, ma ora, anche davanti a sacchi di denaro contante, fanno vaghi e fischiettano.
Hannoun, letteralmente con le mani nel sacco, straparla di «beneficenza», e loro – sordi, ciechi e muti come le tre scimmiette – credono a tutto, si bevono (e vorrebbero farci bere) ogni parola.
Siamo davanti a una spettacolare novità: il grillino o il paragrillino “garantista”, il mozzatorecchi improvvisamente attento alla presunzione di innocenza, il talebano che diventa un cauto e prudente osservatore di un’inchiesta giudiziaria.
Non una sillaba, non un sospiro, nemmeno un colpo di tosse. Che vergogna…
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