Riprendiamo dal RIFORMISTA edizione online, il commento di Iuri Maria Prado dal titolo "Senza scudi umani, Hamas continua a perdere pezzi: la resa dei terroristi senza più cibo, acqua e carne innocente".

Iuri Maria Prado
I video e le immagini dei miliziani palestinesi che escono dai tunnel per essere eliminati o catturati dalle forze di difesa israeliane raccontano la guerra di Gaza meglio di ogni verbosa descrizione. Intrappolati oltre la “linea gialla” – cioè l’orlo orientale della Striscia, presidiato dall’esercito dello Stato ebraico – quei terroristi senza più cibo né acqua, abbandonati dalle dirigenze in rotta, non possono più contare sulla vera protezione di cui hanno usufruito per due anni.
Che non era quella rete di tane sotterranee, ma il sovrastante formicaio di civili adoperato da quei macellai come rinnovabile materiale da guarnigione. Per i dieci, i trenta, i cinquanta civili uccisi in una operazione che l’esercito conduceva contro i combattenti di Hamas, questi ne avevano dieci, trenta, cinquanta volte tanti da usare come altri sacchi di sabbia.
L’uso dei civili come arma di guerra ha rappresentato il crimine più plateale e più impunito durante il conflitto di Gaza. Nella propaganda pro-Hamas in cui per due anni si sono esercitati i mezzi di informazione occidentali quella pratica era minimizzata, quando andava bene, e più spesso semplicemente negata. Ma anche per quelli che invece la riconoscevano essa restava una specie di ininfluente dettaglio, un elemento tra i tanti in quella guerra con troppe cose da tenere in considerazione, con troppi errori, con troppi orrori. Non era un dettaglio. L’uso dei civili era la scommessa sanguinaria e l’agognata polizza assicurativa degli ideatori del 7 ottobre: indurre Israele a reagire ponendo come condizione, e come giro di boa della vittoria, la distruzione di Gaza. Con i civili funzionalmente adibiti a massa passiva dell’esperimento.
I tunnel da cui, impolverati e con le labbra seccate dalla sete, fuoriescono ora quei miliziani rappresentavano una specie di terza parte – e non la più efficace – di un dispositivo di guerra ben altrimenti organizzato e ben più potente: quello dell’esercito di civili messo insieme da Hamas per proteggersi. Gaza trasformata in una specie di cyborg, con quelle budella di cemento e condutture ricavate in una scocca ricoperta di inesauribile materia vivente, appunto i civili di Gaza adoperati da quei macellai come un confortevole mantello.
Alcuni di loro, estratti da quei buchi, dichiarano che Hamas li ha abbandonati lasciandoli senza più nulla da mangiare e da bere. Ma è la mancanza di un’altra risorsa primaria ciò che li ha portati alla morte o alla cattura: non avevano più quella coltre di carne innocente a proteggerli.
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