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Vaticano e Santa Sede, una polemica 20/11/2018

Gentilissima Signora Fait, si può discutere se l'Osservatore Romano abbia espresso stupore per la nomina, per la prima volta, di un cristiano ad ambasciatore di Israele o se chi ha scritto l'articolo ne fosse sorpreso (a me non è parso, ma è irrilevante). Invece, è un fatto che l'Osservatore Romano, venerdì 16 novembre, ha pubblicato in prima pagina la notizia della visita del Presidente d'Israele al Papa, con tanto di fotografia della loro stretta di mano. Perciò, mi sembra difficile sostenere che il quotidiano della Santa Sede (ci risiamo con l'ignobile sigla di accostamento al nazismo) abbia ignorato l'evento.

 Con la speranza di una rettifica, Le porgo i più cordiali saluti,
Annalisa Ferramosca

Gentile Annalisa,

Non è la prima volta che Israele nomina un non ebreo come ambasciatore. Ci sono ambasciatori israeliani arabi cristiani e drusi in altri paesi tra cui, se non ricordo male, la Finlandia. Quanto all'Osservatore Romano, mi informano che non era in edicola comunque non dubito che abbia pubblicato in prima pagina la notizia della visita del presidente Rivlin al Papa. Se la redazione lo appurerà, farà certamente una rettifica. Quanto a quel S.S. con tra parentesi -Santa Sede-, non lo avrei mai accostato al nazismo dal momento che SS si scrive attaccato e senza punti. Mi spiace che le abbia dato fastidio ma potrà capire allora quanto sia sgradevole per me quel "Terra Santa" invece di Israele.

Un cordiale shalom
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=29&sez=120&id=72763  


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