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Ugo Volli
Cartoline
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Ipocrisia razzista 16/02/2014
 

Ipocrisia razzista
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

 Cari amici,

avete probabilmente letto ieri (solo sulla Stampa, grazie al bravo Maurizio Molinari, l'articolo è ripreso su IC qui: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&sez=120&id=52426
 della decisione della Danimarca di proibire la macellazione rituale ebraica, un gesto che ha colpito molto la stampa israeliana e non ha fatto per nulla notizia in Europa.
Vale la pena di chiedersi perché.
Prima di esporvi il mio punto di vista, devo darvi un paio di informazioni, banali per chi conosce un po' l'ebraismo, forse utili agli altri. A differenza del cristianesimo, l'ebraismo è molto tollerante in maniera teologica, se proprio non si nega l'esistenza di una divinità unica e il valore della Torah come fece Spinoza, un ebreo può dire e pensare quel che vuole sul piano filosofico e teologico. E' invece molto rigoroso per quanto riguarda il modo di vivere: gli ebrei devono rispettare una serie di norme pratiche molto dettagliate, per esempio sulle attività da evitare di sabato, sulla circoncisione, sul comportamento economico e sociale, e anche in campo alimentare.
Vi sono molti tipi di cibo che non si possono mangiare (non solo il maiale, ma anche conigli, cavalli, frutti di mare, molluschi, anfibi ecc.).
Gli animali delle specie giuste poi debbono essere uccisi in una maniera ben definita che li faccia soffrire il meno possibile (questa è la macellazione rituale) e alla carne va tolto completamente il sangue.
Se queste operazioni non sono fatte da personale qualificato, secondo il giusto rituale, la carne non si può mangiare. E' una regola che vale da sempre e che non conosce eccezioni. Non si tratta di costumi e di gusti, ma di obblighi religiosi. Per capirsi, non è come proibire gli spaghetti agli italiani, ma come mettere fuori legge l'ostia per i cattolici. Dunque proibire la macellazione ebraica in un paese, a parte la possibilità di importazioni, significa impedire la vita degli ebrei che rispettano le loro regole religiose. Sostanzialmente è un modo indiretto ma sicuro per espellere gli ebrei, come peraltro lo è impedire la circoncisione.
Ora la decisione danese significa questo e non è affatto isolata. In Europa hanno proibito la macellazione rituale anche Polonia, Islanda, Norvegia, Svezia e Svizzera (http://www.jpost.com/Jewish-World/Jewish-News/Denmark-outlaws-Jewish-and-Muslim-ritual-slaughter-as-of-next-week-341433
 Altrove si cerca di proibire la circoncisione, che è già stata scomunicata dal Consiglio d'Europa, come vi ho raccontato qualche mese fa. In alcuni di questi paesi resistono ancora degli ebrei, che usano carne importata, ma è chiaro che alla lunga la scelta per loro è fra abbandonare la propria identità o lasciare il paese. Qualcosa di simile alla cacciata di Spagna del 1492, forse la maggiore catastrofe ebraica dei tempi moderni, con la Shoà e il grande pogrom cosacco del 1666; condotta però con buona coscienza, senza bisogno di violenza o di autos da fè, i roghi dell'inquisizione. Dicevo buona coscienza, e infatti la ragione sarebbe di eliminare le "inutili sofferenze" degli animali da macello, che col metodo ebraico subiscono un taglio veloce e preciso della carotide dell'esofago e dei nervi del collo, che li rende immediatamente incoscienti, senza però quello stordimento preliminare con una pistolettata di sostanze chimiche sulla fronte che è il metodo adottato oggi nei macelli.
Ora io capisco perfettamente il problema, sono diventato vegetariano molti anni fa avendo assistito all'uccisione di una bestia in un macello (non ebraico, eseguito col metodo della pistola). E' stata per me una scena traumatica, che ha cambiato la mia vita e che mi rende impossibile mangiare carne o pesce. Credo che chi lo fa dovrebbe assistere almeno una volta in vita sua alla violenza implicita nel togliere una vita, vedere il dolore degli animali che sentono di essere portati alla morte.
Detto questo, non vedo gran differenza fra il metodo della tradizione ebraica (che è coerente con un esplicito precetto che impone di evitare sofferenze agli animali) e quello dei macelli pubblici, per non parlare dei ristoranti dove si mettono a bollire le aragoste vive o si affettano i pesci anch'essi vivi.
C'è qualcosa di più. Nella nostra società esiste la caccia, che un tempo era un mezzo per vivere, ma oggi è un passatempo o un divertimento. Il divertimento di ammazzare gli animali, spesso con metodi particolarmente crudeli (il vischio per gli uccellini, i cani lasciati liberi di azzannare conigli e lepri...) e sempre senza precauzioni o stordimenti di sorta. Vi pare che un capriolo ferito da una pallottola o una quaglia che si prende i pallettoni non soffra? Ma questo lo si fa per divertimento. Ora tutti, dico tutti i paesi che sono abbastanza scandalizzati dalla macellazione ebraica per proibirla, consentono la caccia e magari la considerano una risorsa turistica. Se volete i dettagli, vi prego di guardare questo sito che riporta, paese per paese le specie cacciabili e le giornate di apertura: http://yeswehunt.eu/it/main-navigation/caccia-in-europa-e-oltre/caccia-in-europa
 La Danimarca, in particolare, consente delle forme di caccia particolarmente ripugnanti e perfino proibite dalle convenzioni internazionali, come quella ai delfini (http://www.elicriso.it/it/stragi_compiute_uomo/strage_delfini_danimarca/
 e alle balene (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-24/danimarca-massacrano-anche-questa-100933.shtml
 come del resto fa anche la Norvegia, e ha un tale rispetto per la caccia da farne una cerimonia di corte (http://it.notizie.yahoo.com/foto/alla-corte-di-danimarca-la-slideshow/alla-corte-di-danimarca-la-caccia-%C3%A8-reale-photo-120000674.html
. Bisogna aggiungere che negli zoo danesi se capita che un innocuo erbivoro come una giraffa sia "di troppo" rispetto ai loro imperscrutabili criteri, non cercano un altro zoo che salvi la vita e la tenga bene, ma le ammazzino, non saprei dire se stordendole prima o meno, ma comunque facendone uno spettacolo per i bambini (http://www.corriere.it/animali/14_febbraio_13/danimarca-nuovo-caso-marius-74238bdc-9495-11e3-af50-9dc536a34228.shtml
. Non voglio fare qui il moralista sul carattere sanguinoso dei vichinghi, ma mi sembra evidente che il rispetto per i bovini e gli ovini usati per nutrimento dalla comunità ebraica non si estende a tutti gli animali che si cacciano da quelle parti, inclusi gli intelligentissimi mammiferi marini, né alle simpatiche giraffe (http://www.lemondejuif.info/le-danemark-massacre-les-girafons-et-interdit-labattage-rituel-juif
. Come qualificare questo atteggiamento? Smemoratezza? Schizofrenia? Forse si potrebbe parlare di doppio standard, in analogia ai boicottaggi che gli europei fanno su Israele, invece che sulle comunità ebraiche (ma è la stessa cosa...) Io preferisco parlare di ipocrisia razzista. Quelli che lasciano ammazzare di delfini e i caprioli nei modi più selvaggi e poi si indignano per la macellazione rituale ebraica sono semplicemente degli antisemiti. Del resto si sa, anche Hitler era vegetariano. ma questo non lo rendeva affatto meno feroce.

Ugo Volli


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