Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Falsità storiche e delegittimazione di Israele in un servizio da Betlemme Scrivere per protestare
Testata: Rainews 24 Data: 12 maggio 2014 Pagina: 1 Autore: Annamaria Esposito Titolo: «La visita al campo profughi palestinese dove andrà Papa Francesco»
Riportiamo il link a un servizio trasmesso da RAINEWS 24 sul "campo profughi" palestinese di Dheisheh a Betlemme. ( Ringraziamo per la segnalazione Gianluigi Mazzufferi) Si tratta di un servizio di pura propaganda, che induce lo spettatore a credere che "5 milioni" di profughi palestinesi vivano, a Dheisheh e negli altri campi, in condizioni di mera sussistenza, circondati dagli insediamenti israeliani e che l'unica soluzione a questa situazione insostenibile sia il "ritorno" dei profughi in Israele. La realtà, sia attuale che storica, è completamente distorta, al servizio della delegittimazione di Israele. Innanzitutto si deve precisare che i "campi profughi" non sono, ormai, tendopoli o assembramenti di ricoveri di fortuna, come ci si potrebbe aspettare, ma veri e propri insediamenti urbani. In secondo luogo il conteggio del numero di profughi, fornito dall'UNRWA, agenzia delle nazioni unite specificatamente deputata a mantenere nei campi il maggior numero possibile di palestinesi (sul ruolo dell'UNRWA nel conflitto israelo-palestinese si veda il dossier a cura di Giovanni Quer a questo link: http://www.informazionecorretta.com/dossier.php?l=it&d=13 ), comprende, caso unico nella storia dei conflitti, che producono quasi sempre spostamenti di popolazione, tutti i discendenti degli arabi che hanno abbandonato le loro abitazioni in seguito alla sconfitta degli invasori di Israele nella guerra del 1948. In terzo luogo la crescita naturale degli insediamenti, o di quartieri di Gerusalemme come Ghilo, non pregiudicherebbe in alcun modo l'esito finale di negoziati di pace, qualora i palestinesi decidessero di impegnarvisi seriamente, né pregiudica la possibilità per i palestinesi di autogovernarsi nelle zone che già controllano, come Betlemme, nella zona A. Se in queste zone, a dispetto delle enormi somme di denaro trasferite all'Anp dalla comunità internazionale, si riscontrano perduranti problemi sociali ed economici, lo si deve al malgoverno di Abu Mazen, non a Israele. Ricordiamo infine che il "ritorno" dei profughi palestinesi in Israele significherebbe la fine dello Stato ebraico. Invitiamo i nostri lettori a scrivere a RAINEWS24 protestando per questo servizio, che fa proprie e diffonde le tesi più oltranziste degli odiatori di Israele.