Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
In difesa di Martin Amis e della libertà di critica gli interventi di Christopher Hitchens e Ian McEwan
Testata:Corriere della Sera - La Repubblica Autore: Christopher Hitchens - Titolo: «Amis non è razzista, si oppone ai fanatici - McEwan difende Martin Amis»
Dal CORRIERE della SERA del 22 novembre 2007, un articolo di Christopher Hitchens, una replica alla critica di Ronan Bennettt a Martin Amis (vedi qui il pezzo):
Da La REPUBBLICA, una rticolo sull'intervento di Ian McEwan sulla polemica:
È razzismo criticare una religione, per esempio l´Islam? No, risponde lo scrittore Ian McEwan, in una lettera al Guardian di Londra, intervenendo in difesa del suo collega Martin Amis e più in generale sul dibattito tra rispetto della fede e diritto di critica. Tutto è cominciato con una serie di dichiarazioni di Amis contro il terrorismo di matrice islamica e l´estremismo in nome di Allah, che gli hanno valso l´accusa di "islamofobia" da parte di Terry Eagleton, docente di letteratura alla Manchester University. Amis ha replicato che non si sente un nemico dell´Islam, ma che intende denunciarne quelli che giudica aspetti assurdi, sbagliati o riprovevoli. La polemica è ripresa sulle pagine del Guardian quando un altro romanziere, Roman Bennett, ha definito le idee di Amis sull´Islam come "razzismo". Sempre sullo stesso quotidiano è intervenuto a questo punto, in difesa di Amis, il columnist Christopher Hitchens, autore di un recente libro sull´ateismo, e nella rubrica delle lettere è apparsa l´opinione di McEwan, il cui ultimo romanzo, Chesil Beach, è appena uscito anche in Italia. «Conosco Martin Amis da 35 anni e so che non è un razzista», scrive McEwan. «Una religione è un sistema di pensiero. Poiché l´Islam, come il Cristianesimo, fa affermazioni specifiche, stravaganti e sopranaturali sullo stato del mondo, dovrebbe essere lecito, in una società libera, criticarle. Bollare di islamofobia o razzismo chi fa questo è un vecchio trucco, usato dagli estremisti di destra e di sinistra per impedire la discussione. Settant´anni fa, chi criticava l´Urss era chiamato fascista. Lo stesso spirito prevale oggi nei confronti dell´Islam. Molto di ciò che passa per guida morale nella Bibbia appare a me moralmente ripugnante. Voglio sentirmi libero di dirlo, così come voglio sentirmi libero di dire quel che penso su concetti dell´Islam che giudico altamente discutibili».