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Riprendiamo da REPUBBLICA di oggi, 16/01/2024, a pag.3 con il titolo "Issacharoff: Inaccettabile il testo approvato da Hamas. Ma Bibi non ha un piano". L'intervista di Francesca Caferri ad Avi Issacharoff.
In Italia il suo nome è associato prima di tutto a “Fauda”, la serie Netflix che ha raccontato al mondo le vicende di un’unità che molto assomiglia alla Duvdedan, il gruppo speciale dell’esercito israeliano che agisce sotto copertura nei Territori palestinesi. Ma qui in Israele Avi Issacharoff è prima di tutto uno dei principali analisti militari del Paese, a lungo esperto di affari palestinesi per Haaretz prima e perYedioth Ahronoth adesso, nonché autore di pluripremiati libri sulla Seconda Intifada e sulla guerra in Libano. È in questa doppia veste che sediamo con lui per un caffè in un giardino nella zona Nord di Tel Aviv, dopo una mattinata convulsa che lui, come buona parte degli esperti qui, ha passato ad analizzare l’accelerazione di lunedì sera, quando la notizia dell’accettazione della proposta egiziana da parte di Hamas prima e l’inizio dell’offensiva di terra israeliana poi, hanno aperto nuovi scenari in una crisi che si trascina ormai da sette mesi. Issacharoff, ci spiega cosa è successo lunedì sera: nel giro di due ore si è passati dalla speranza di una tregua all’offensiva di terra su Rafah... Se le posizioni sono così distanti, non ci sono molte possibilità di compromesso ai negoziati del Cairo: sta dicendo questo? Però c’è la pressione internazionale: il mondo chiede a Israele di fermarsi… Se sta parlando delle manifestazioni nelle università e nelle piazze, io non direi che chi protesta sia necessariamente con Hamas… Quindi che si fa? Si continua a combattere? Fino a quando? Quando Israele potrà o vorrà dire che ha vinto e fermarsi? E Hamas? Qual è la loro, di vittoria? Una vita fa. Prima del 7 ottobre. Stavate scrivendo la sceneggiatura per la serie 5 di “Fauda” e Lior Raz, protagonista nonché co-autore con lei, ha proposto di partire da un attacco di terra di Hamas contro un kibbutz sul Sud di Israele… (Prima di finire la frase sul volto di Issacharoff si disegna un sorriso amaro)... «E io ho detto no, perché mi pareva poco credibile: è una storia vera. Come poteva Israele con tutta la sua intelligence, con i suoi apparati, non intercettare un attacco simile? Questo ho detto. Invece è successo e ancora faccio fatica a capire come: avevamo tutte le informazioni, non sono state giudicate attendibili. Eravamo così sicuri della “deterrenza”, che a Hamas interessassero i soldi e alla gente di Gaza la prosperità. Abbiamo sbagliato tutto». È questa la storia della prossima stagione? Per inviare a Repubblica la propria opinione, telefonare: 06/49821, oppure cliccare sulla e-mail sottostante rubrica.lettere@repubblica.it |
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