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Riprendiamo dal RIFORMISTA di oggi, 13/01/2026, a pagina 1, l'editoriale di Iuri Maria Prado dal titolo "Forte con i deboli. Il regime impunito degli ayatollah"
Il regime iraniano, la Repubblica delle impiccagioni e dei randelli che sfondano il cranio delle ragazze col velo fuori posto, sta dimostrando tutta la propria forza per ripararsi dalla propria debolezza. Quel regime era debole nei confronti della popolazione, presso cui non godeva di alcun accreditamento. Quel regime era debole militarmente, ma metteva una pezza sulla propria fragilità finanziando in mezzo mondo ogni possibile forza terroristica. La spaventosa debolezza del regime iraniano, insomma, trovava rifugio e ambizioni di riscatto nelle forniture di missili a Hezbollah e alle formazioni terroristiche irachene, nello scudo offerto al genocida Bashar al-Assad, nelle fortificazioni sotterranee di Hamas. Un enorme dispendio di forze che ha prodotto una distesa di macerie a Gaza e un Medio Oriente progressivamente sottratto al potere tentacolare di Teheran. Ma la debolezza del regime iraniano, tradotta all’interno e all’esterno in forza di sopraffazione, era alimentata — e continua a esserlo — da una comunità internazionale ben disposta ad accettare che il fallimento politico, economico e militare di quel Paese fosse fatto pagare alle sue vittime. E cioè al Libano sequestrato dal più potente esercito terroristico del mondo. In favore del quale quella stessa comunità internazionale prestava con solerzia appassionate cure giuridiche, se un missile dello Stato ebraico colpiva un capo terrorista protetto dalla sovranità iraniana. Mentre sono le democrazie sataniche cui il regime fieramente si oppone — Israele e Stati Uniti — a produrre un solitario e significativo suono di stecca in un coro di silenzio sulla sovranità dei massacri. Per inviare la propria opinione al Riformista, cliccare sulla e-mail sottostante. redazione@ilriformista.it |
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