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La Verità Rassegna Stampa
30.03.2022 Ucraina: la posizione degli Stati Uniti
Commento di Stefano Piazza

Testata: La Verità
Data: 30 marzo 2022
Pagina: 12
Autore: Stefano Piazza
Titolo: «Intanto Blinken cerca nuovi alleati»
Riprendiamo dalla VERITA' di ieri, 29/03/2022, con il titolo "Intanto Blinken cerca nuovi alleati", l'analisi di Stefano Piazza.

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Stefano Piazza

Blinken to return to Brussels for talks on Ukraine, Afghanistan | Reuters
Antony Blinken

Aldilà delle dichiarazioni sopra le righe del presidente degli Stati Uniti Joe Biden a Washington D.C a farla da padrone sono sempre il pragmatismo e l’interesse nazionale che sono il marchio di fabbrica del cosiddetto “Stato profondo”americano. Prova ne è il vertice denominato “ il Summit del Negev” tenutosi domenica 27 e lunedi 28 marzo 2022 a Sde Boker, nel sud di Israele dove si sono incontrate le massime autorità diplomatiche di Israele, Emirati Arabi, Bahrein, Marocco, Egitto e Stati Uniti. Attorno al tavolo voluto dal ministro degli esteri israeliano Yair Lapid si sono riuniti il segretario di Stato americano Antony Blinken, Abdullah bin Zayed Al Nahyan per gli Emirati Arabi, Abdullatif bin Rashid Al- Zayani per il Bahrein, Nasser Bourita per il Marocco e Sameh Shoukry per l’Egitto. “Questa nuova architettura - le capacità condivise che stiamo costruendo - intimidisce e scoraggia i nostri nemici comuni, in primo luogo l'Iran e i suoi delegati", ha affermato il ministro degli Esteri Yair Lapid. Un vertiche quanto mai necessario per discutere di cooperazione economica, di come rispondere alla crisi alimentare causata dal conflitto tra Russia-Ucraina, ma soprattutto per rassicurare Israele e quei paesi arabi che sospettano che un accordo nucleare con l'Iran consentirà al regime degli ayatollah di poter costruire una bomba atomica e di rafforzare l’esportazione del terrorismo e dell’instabilità in tutto il Medio Oriente fomentata da Teheran. Timori piu’ che giustificati visto che l’Iran che sta sponsorizzando la guerra dei ribelli Houthi in Yemen che solo pochi giorni fa hanno attaccato una raffineria a Jeddah in Arabia Saudita e lanciato missili contro gli Emirati Arabi Uniti. Gli Stati Uniti e le altre potenze mondiali loro alleate ritengono il ripristino dell’accordo nucleare iraniano del 2015 come la migliore opzione possibile anche se sempre a proposito di pragmatismo, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha offerto una serie di rassicurazioni agli alleati regionali di Washington nel caso in cui la diplomazia fallisse “Come vicini e, nel caso degli Stati Uniti, come amici, lavoreremo insieme anche per affrontare le sfide e le minacce alla sicurezza comuni, comprese quelle provenienti dall'Iran e dai suoi delegati", ha affermato Blinken che è convinto che riproporre l’accordo nucleare del 2015 “è il modo migliore per rimettere il programma nucleare iraniano nella scatola in cui si trovava” pur ribadendo che gli Stati Uniti “continueranno a resistere all'Iran quando ci minaccia o quando minaccia i nostri alleati e partner”. Domenica matttina il segretario di Stato USA era stato ricevuto dal primo ministro israeliano Naftali Bennett con il quale ha discusso della crisi russo-ucraina ma non solo, l’amministrazione americana vorrebbe che Israele rilanciasse il processo di pace con i palestinesi che al momento, è fermo. Un tema che non è al momento nell’agenda a Gerusalemme visto che secondo il governo israeliano “le condizioni non sono adatte per alcun rinnovo della diplomazia con i palestinesi - che, da parte loro, hanno affidato l'onere a Israele”. Concludendo i due giorni di discussioni nel deserto dove è sepolto il suo padre fondatore David Ben-Gurion, Israele ha affermato che “l'evento sarà ripetuto e ampliato man mano che costruisce legami commerciali e di sicurezza con stati arabi sunniti che la pensano allo stesso modo di noi”. Mentre Blinken ha aggiunto “Dobbiamo essere chiari sul fatto che questi accordi di pace regionali non sostituiscono il progresso tra palestinesi e israeliani”. Gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain e il Marocco hanno normalizzato i legami con Israele nell'ambito dell’iniziativa americana nota come “gli Accordi di Abramo” del 2020 mentre l’Egitto già nel 1979 era stato il primo paese arabo a fare pace con Israele.

Ecco la locandina di un importante incontro che si svolgerà oggi pomeriggio a Milano, che suggeriamo a tutti gli amici milanesi:



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