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Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione del video dl Zdf dal titolo: "In fuga da Gaza: la testimonianza di un dissidente palestinese perseguitato dai dittatori terroristi di Hamas, i veri nemici dei palestinesi e della pace" Clicca sulla foto per il video Hamza Abu Howidy sull’emittente pubblica tedesca ZDF Un documentario trasmesso lo scorso 26 maggio dall’emittente pubblica tedesca ZDF racconta la storia di Hamza Howidy, un attivista palestinese originario di Gaza che si è opposto pubblicamente a Hamas. Attraverso la sua esperienza personale, Howidy descrive la repressione del dissenso nella Striscia di Gaza, le proteste del movimento “We Want to Live” (Vogliamo vivere) e le conseguenze subite dagli oppositori, tra cui arresti, intimidazioni e violenze. Per Howidy, ciò che serve non è il proseguimento della lotta ad oltranza, bensì la costruzione di una società libera, sicura e prospera. Ciò richiede il riconoscimento della realtà politica esistente, compresa l’esistenza dello Stato di Israele. Howidy critica Hamas sia per il suo carattere dispotico sia perché non riconosce Israele e continua a perseguire obiettivi incompatibili con una pace duratura, impedendo qualsiasi soluzione realistica del conflitto. Howidy critica anche i movimenti pro-palestinesi in Occidente, spiegando che molte proteste sono autoreferenziali e simboliche, più orientate all’affermazione identitaria dei partecipanti che al miglioramento concreto delle condizioni di vita dei palestinesi. Col risultato di ignorare le voci dei palestinesi che si oppongono alla dittatura e alla violenza di Hamas. Traduzione: Hamza Abu Howidy proviene da Gaza, dove aveva fatto una cosa che solo pochi osano fare. Ha protestato pubblicamente contro Hamas. Contrapporsi comporta pericolo di vita. Ha dovuto fuggire. Il palestinese viaggia ora attraverso la Germania, parla del suo primo libro [Cozze sulla spiaggia di Gaza], della sua vita a Gaza e del dominio terroristico di Hamas e della sua patria, che non esiste più come era.
Hamza Abu Howidy ha un diploma di ragioneria ed è oggi un attivista di pace. La sua richiesta di asilo in Germania è stata respinta perché è arrivato passando per la Grecia. Hamas lo minaccia e dichiara il suo sangue ḥallal [disponibile], un incitamento alla violenza. Fugge, poco prima del 7 ottobre. L’attacco terroristico di Hamas lo induce a impegnarsi nei social media per l’intesa tra ebrei e palestinesi. Già da ragazzo a Gaza si interessa a quello che succede dall’ altra parte dello steccato.
Il museo Herzog Anton Ulrich di Braunschweig è uno dei primi luoghi che Hamza visita volentieri in Germania. Il museo d’arte lo ispira, inaugura nuovi spazi di pensiero, anche per Gaza, dove i musei non hanno posto e l’attività artistica è limitata. L’osservazione dei quadri – un’esperienza emotiva. Crescere a Gaza per la sua generazione significa forse non poter lasciare mai il Paese, mai incontrare la gente del Paese vicino – dice.
Mettere in discussione la narrazione nazionalistica – impensabile a Gaza. Hamza nasce qui nel 1979, terzo di sei figli. Il padre è un mussulmano credente, guadagna bene come direttore di tecnologia dell’informazione in un’istituzione pubblica. A casa e a scuola controllo e violenza sono all’ordine del giorno. Hamza ha 10 anni quando nel 2006 Hamas vince le elezioni parlamentari e piega la popolazione alla propria volontà con estrema brutalità. Domina ora un’atmosfera di paura.
Hamza si sente sempre più costretto dal dominio di Hamas. Si unisce a un movimento di protesta per condizioni di vita migliori. Molti dei suoi amici devono soffrire la fame. Nel 2019 migliaia di giovani protestano contro la milizia terroristica. Quattro anni dopo ci riprovano una seconda volta. Ma Hamza e i suoi amici vengono arrestati.
Per questa protesta viene torturato per settimane, come questo detenuto [visibile nel video al minuto 4.21].
Il martirio dura quattro settimane.
Invece Hanza è per il diritto di Israele ad esistere. Questa sera è invitato in un club berlinese per presentare il suo libro. Lettura e discussione con un pubblico che vuole sapere in che modo lui affronta la vita da rifugiato.
Torniamo al museo d’arte. Quadri che tematizzano la “Palestina” biblica. In un quadro rinascimentale Gesù emerge dal fiume Giordano, che oggi dimostranti irosi richiamano con lo slogan From the river to the sea [Dal fiume al mare].
Lo slogan intransigente che viene attribuito anche a Hamas come segno distintivo e viene analogamente utilizzato da coloni israeliani di estrema destra, simboleggia la lotta di culture che questo conflitto ha suscitato. I palestinesi che manifestano contro il terrore di Hamas e per i propri diritti fondamentali e la propria libertà, rischiano invece la vita.
Hamza Abu Howidy si impegna per la soluzione dei due stati. È un mediatore, una voce importante e coraggiosa. Eppure ogni giorno deve aspettarsi l’espulsione dalla Germania. Sarebbe una perdita. (Da: ZDF, 26.5.26 – traduzione dal tedesco: Giuliano Bernini) http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm |
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