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Italia Oggi Rassegna Stampa
14.05.2022 Periscopio 14/05/2022
A cura di Diego Gabutti

Testata: Italia Oggi
Data: 14 maggio 2022
Pagina: 10
Autore: Diego Gabutti
Titolo: «Periscopio 14/05/2022»
Riprendiamo da ITALIA OGGI di oggi, 14/05/2022, "Periscopio" a cura di Diego Gabutti.

Four ways the war in Ukraine might end - Atlantic Council

I russi potrebbero incantarci con le loro danzatrici classiche, con la musica dei grandissimi compositori, con le opere di scrittori immortali, con i musei come l’Ermitage e invece preferiscono terrorizzarci con i tank e le bombe termobariche. Gianni de Felice, Corsera.

«È iniziata la disfatta militare della Russia. Putin ha sbagliato a voler ricostituire la sfera d’influenza dell’Unione Sovietica. La sua violazione della sovranità di altri Stati è la più grande minaccia per la pace, la stabilità e la sicurezza dell’Eurasia». Queste affermazioni non susciterebbero sorpresa se non per l’autore: Gao Yusheng, ex ambasciatore cinese in Ucraina. Il sito dove era apparsa questa sua analisi ha dovuto cancellarla, ma nel frattempo aveva fatto il giro del mondo. Federico Rampini, Corsera.

La Finlandia rompe gli indugi e domenica chiederà ufficialmente l’ingresso nella Nato. La prima ministra Sanna Marin e il capo dello Stato Sauli Niinisto hanno rilasciato oggi una dichiarazione congiunta che ufficializza una decisione nell’aria da tempo e che il conflitto in Ucraina ha drasticamente accelerato. Claudio Del Frate, Corsera.

Senza l’invio di armi all’Ucraina oggi Putin avrebbe il controllo del governo di Kiev e minaccerebbe i confini dell’Unione europea. Senza considerare che Moldavia, Georgia e Bosnia, in assenza di una ferma risposta europea e occidentale, avrebbero probabilmente subito le stesse attenzioni di Putin. Claudio Graziano, capo del Comitato militare Ue (Linkiesta).

[E con ciò?] Gli Stati Uniti restano il nostro nemico principale. Nostro e di tutto il genere umano. Che Guevara (citato da Gianluca Ferrara, Cinquestelle, candidato per un giorno alla presidenza della Commissione esteri del Senato).

Quando la propaganda diventa cronaca: […] leggiamo di violenze sessuali dei soldati russi. [Se crediamo a questo,] possiamo escludere che una nonna abbia fatto fuori otto soldati russi con una torta avvelenata? Che una massaia abbia abbattuto un drone con un vasetto di cetrioli sottaceto? Toni Capuozzo, Giorni di guerra.

Il segretario generale della Nato è un pazzo. Alessandro Orsini, Piazzapulita.

Putin ha le sue ragioni. Massimo D’Alema (citato dal Tempo).

[…] la mente è un ambiente ospitale per idee o informazioni parassite, che s’autoreplicano infettandola in modo massiccio. Come i virus per computer, i più efficaci virus della mente tendono a sfuggire all’individuazione da parte delle loro vittime. Se cadete vittima d’un virus della mente, c’è una notevole probabilità che non lo riconosciate o che addirittura neghiate la cosa con vigore. Richard Dawkins, Il cappellano del diavolo.

[Crollata l’Unione sovietica,] la Russia diviene la potenza che si rivolta contro l’ordine mondiale imposto dagli Stati Uniti, e l’Ucraina è il terreno in cui questa rivolta si concretizza in uno scontro a fuoco [uno scontro a fuoco?] Francesco Borgonovo (Canfora e Borgonovo, Guerra in Europa).

Siccome gli Stati Uniti hanno una potenza militare che può davvero causare la distruzione del pianeta, c’è da sperare che i tipi come Biden [come Biden?] divengano sempre più rari. Luciano Canfora (Canfora e Borgonovo, Guerra in Europa).

22 settembre 1939. Brest-Litovsk, nell’odierna Bielorussia, è teatro d’un fatto storico eclatante: le truppe della Germania nazista e l’Armata Rossa con una parata militare congiunta celebrano la disfatta dell’esercito polacco. [Molto più in piccolo, ma con le star «fasciocomuniste» da talk show e istant book ci risiamo]. eastjournal.net/archives/99704.

Il 9 maggio, giorno della vittoria su Hitler, andrebbe ricordata anche la storia di Schwarzenberg, la montagna nera, un paese oggi di 16mila abitanti. Tra avanzate e ritirate, sovietici e americani si «dimenticarono» di Schwarzenberg che si autonominò repubblica autonoma. […] Il sognò durò fino al 25 giugno, quando arrivarono i sovietici. […] Su Schwarzenberg scrisse un romanzo Stefan Heym. Schwarzenberg per Heym è il simbolo di cosa poteva diventare la Germania sconfitta rinascendo come paese libero, non occupato e spartito dalle potenze vincitrici. Roberto Giardina, Italia Oggi.

[E invece] quanti «Liberate Angela Davis»! Nei meetings, e proprio qui [a Berlino] su decine di stendardi, su decine di pennoni, lungo l’Unter den Linden e intorno all’Alexanderplatz: come fu ripetuto, quello slogan, molto più di qualunque «Liberate» la Polonia e la Cecoslovacchia e l’Ungheria e la Ddr stessa e la Romania e la Bulgaria … Ma non vedevano proprio? Non capivano niente? Alberto Arbasino, La caduta del Muro.

Shireen Abu Akleh, giornalista di Al Jazeera, è rimasta uccisa durante un raid israeliano a Jenin, in Cisgiordania. Secondo Al Jazeera, la giornalista è stata uccisa a «sangue freddo» dalle forze israeliane. fanpage.it.

L’Autorità nazionale palestinese [promette «indagini trasparenti»] ma non consegnerà il proiettile estratto dal corpo della reporter nell’autopsia effettuata all’Istituto di medicina legale Al Najah di Nablus. rainews.it.

Conte, che si è radicalizzato e, dicono i detrattori, anche «ridicolizzato» vorrebbe tanto trovare un modo per andare a votare prima delle elezioni siciliane di ottobre, perché va bene l’annunciata débâcle alle amministrative di giugno, ma [al prossimo tonfo Grillo potrebbe rinnovargli] l’attestato d’incapacità di cui già lo insignì al momento dell’investitura. C’è poi Letta che lascia fare: votare piacerebbe anche a lui, solo che il Pd è responsabile per definizione quindi queste incombenze le deve sbrigare qualcun altro. C’è Salvini, per cui ogni giorno è una donazione di sangue. E infine la Meloni, consapevole che oggi sì, il trionfo è annunciato, domani e dopodomani chissà. Alessandro De Angelis, HuffPost.

Ogni volta che sento parlare di Tap la mia sedia sussulta. Avere un gasdotto sotto il sedere è un problema. Michele Emiliano (da Italia Oggi).

Il nostro modello non è il Machiavelli del «fine che giustifica i mezzi» ma il Guicciardini del «proprio particulare». Roberto Gervaso.

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Diego Gabutti

italiaoggi@class.it

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