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Corriere della Sera Rassegna Stampa
12.01.2022 Garry Kasparov: 'Putin è pronto a tutto'
Lo intervista Federico Fubini

Testata: Corriere della Sera
Data: 12 gennaio 2022
Pagina: 18
Autore: Federico Fubini
Titolo: «Kasparov: 'L'Occidente ignora l'esempio della Storia, Putin è pronto a tutto'»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 12/01/2022, a pag. 18, con il titolo "Kasparov: 'L'Occidente ignora l'esempio della Storia, Putin è pronto a tutto' ", l'intervista di Federico Fubini a Garry Kasparov.

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Federico Fubini

Garry Kasparov:
Garry Kasparov

Nato sovietico a Baku (Azerbaigian) 58 anni fa, campione del mondo di scacchi per un quindicennio, dissidente durante il comunismo e oppositore da quando Vladimir Putin è al Cremlino, Garry Kasparov accusa: «L'Occidente ignora l'esperienza storica degli anni 30».

Cioè sottovaluta la determinazione di Putin nell'aggredire l'Ucraina? «Dire che sottovaluti è un understatement. Negli anni 30 Parigi e Londra sottovalutarono Hitler. Oggi parlare di sottovalutazione significa ignorare l'esperienza storica, perché abbiamo già avuto gli anni 30. Significa ignorare quello che Putin ha già fatto e ha detto. E incredibile».

Kasparov, che vuole dire? «Quindici anni fa alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Putin spiegò il suo programma. La gente pensò: lascerà, verrà Dmitri Medvedev (presidente dal 2008 al 2012, ndr). Ma io sapevo che Medvedev era un fantoccio. Mi spiegarono che non avevo capito, che ero un estremista. Bene. Nel 2007 Putin aveva detto che voleva mettere fine alla catastrofe geopolitica del ventesimo secolo, la dissoluzione dell'Urss. Parlò di restaurare la sfera d'influenza russa. Fondamentalmente disse che voleva un veto sul diritto di altri Paesi a entrare nella Nato. E in questi 15 anni è stato fedele alle sue parole attaccando la Georgia, annettendo la Crimea, avviando una guerra contro l'Ucraina e adesso prendendo di fatto il controllo del Kazakistan. Parliamo ancora di sottovalutazione? Che altro deve fare?».

Lei crede che possa realmente attaccare? «Per anni abbiamo detto: Putin non lo farebbe mai! Sarebbe terribile per la sua immagine! E poi lo ha fatto e l'ha passata sempre liscia».

In Occidente molti ritengono che Putin non invaderà l'Ucraina. Si sbagliano? «Non dico che invaderà l'Ucraina di sicuro. Ma quelli che ora dicono che non invaderà l'Ucraina avevano previsto l'annessione della Crimea o l'occupazione di fatto del Kazakistan? Questi osservatori nascondono la loro impotenza o qualcosa di peggio: l'interesse materiale nel proseguire in un rapporto con Putin. Molti in Occidente fino a qualche tempo fa dicevano che in fondo la Russia era una democrazia. No, è una dittatura fascista. Ha distrutto l'opposizione e continua ad attaccare i propri vicini. Guardate le richieste alla Nato: in sostanza dice che dovrebbe dissolversi. Si sente così potente che può parlare in questo modo agli americani».

Ma invaderà l'Ucraina o no, secondo lei? «Lo farà se crede che può passarla liscia. Ma non sa se può controllare l'Ucraina, perché è un Paese vasto. L'Ucraina risponderà all'attacco e in Ucraina ci sono molte armi, anche se non abbastanza. Se l'America e l'Europa fossero più determinate e fornissero all'Ucraina le armi di cui ha bisogno, allora escluderei l'invasione».

Le sanzioni internazionali possono dissuadere Putin? «Non gliene importa niente. Di che sanzioni parliamo? Il gas russo viene ancora comprato e nessun patrimonio di qualche oligarca russo è stato preso di mira. Per ora Putin non ha subito nessuna vera conseguenza per le sue aggressioni. Solo due cose possono impedirgli di invadere l'Ucraina: il prezzo elevato che deve pagare, perché gli ucraini sono pronti a combattere; e il fatto che deve spostare parte delle truppe che aveva mandato in Kazakistan. A proposito: chi aveva previsto che avrebbe preso il controllo del Kazakistan?».

L'Europa ha bisogno del gas russo. E' un problema? «Dimentichiamo la strage di Beslan del 2004 o gli avvelenamenti in Inghilterra, partiamo dal discorso di Putin a Monaco nel 2007. Da allora l'Europa ha avuto 15 anni. Che ha fatto per ridurre la dipendenza dal gas russo? Niente. Peggio, ha aumentato le forniture. Potrei parlare di molti politici di prima fila che hanno cooperato con Putin e ricevuto il suo denaro. Eppure c'erano giacimenti altrove che si potevano sviluppare. Invece si è investito in due gasdotti Nordstream fra Russia e Germania. E' incredibile, quando sento gli europei dire che non possono far niente. Per forza, hanno costruito loro la propria dipendenza da Mosca! I politici ne sono responsabili, Angela Merkel in primis. Ma l'80% del gas della Russia va in Europa. Dunque chi avrebbe il coltello dalla parte del manico? Eppure il ceto politico europeo è così corrotto che non vuole fare niente contro Putin. Questa è la ragione: una complessiva corruzione politica e finanziaria».

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