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Riprendiamo da LIBERO di oggi, 25/10/2024, a pag. 14, con il titolo "L'attacco di Israele all'Iran ritardato per lo spionaggio", la cronaca di Amedeo Ardenza. Un incendio presso l’impianto nucleare di Karaj, nell’ovest dell’Iran, reso noto dall’opposizione, riaccende i riflettori sulla tensione lungo l’asse Teheran-Gerusalemme. NUOVI OBIETTIVI Il contrattacco, tuttavia, sarebbe stato ritardato dopo la fuga di notizie di documenti classificati del Pentagono che descrivono nel dettaglio l'operazione. Lo ha rivelato il britannico The Times, citando una fonte di intelligence a conoscenza dei preparativi israeliani mirati, come sembra, contro le installazioni militari della Guardia Rivoluzionaria iraniana dopo che il governo Netanyahu aveva assicurato alla Casa Bianca che la sua risposta non avrebbe coinvolto l'infrastruttura nucleare o petrolifera dell’Iran. Israele, si legge ancora nei documenti, si preparerebbe ad attaccare il Paese degli ayatollah, usando, fra gli altri missili supersonici in grado di penetrare siti sotterranei ben protetti. Il Pentagono ha da parte sua negato le segnalazioni secondo cui Ariane Tabatabai, funzionaria di origine iraniana del Dipartimento della Difesa, sarebbe dietro la fuga di notizie, come era stato suggerito in un rapporto di Sky News Arabia. Ma un alto funzionario di Tsahal nega il collegamento: «Sceglieremo la data appropriata in base alle opportunità operative», ha detto la fonte ad Army Radio. ALTRI TUNNEL Nuove azioni della Iaf, la Israel Air Force, sono state registrate contro obiettivi di Hezbollah a Khiam nel sud; contro un veicolo a Kahaleh nei pressi di Beirut; e ancora contro obiettivi di Hezbollah a Dahiyeh, nel sud della capitale libanese. Nel pomeriggio i riservisti paracadutisti israeliani della 646a Brigata hanno svelato una struttura sotterranea di Hezbollah nel sud del Libano, destinata secondo le Idf a essere utilizzata dall'élite del gruppo terroristico, la Radwan Force, nell’ambito del suo piano per la “conquista della Galilea”, una versione settentrionale dei massacri e rapimenti di civili compiuti da Hamas un anno fa nel sud di Israele. Il sito conteneva letti a castello, armadietti, forniture alimentari e infrastrutture per soggiorni di lunga durata, assieme a «un importante archivio di attrezzature, armi e piattaforme di lancio di razzi. Negli ultimi giorni, le forze israeliane hanno anche scoperto quattro depositi di armi, alcuni situati in case civili, hanno aggiunto i militari. Tra le armi sequestrate c'erano fucili AK-47, munizioni, razzi, mortai, missili a spalla, Rpg e missili anticarro avanzati». Per inviare a Libero la propria opinione, telefonare: 02/99966200, oppure cliccare sulla e-mail sottostante lettere@liberoquotidiano.it |
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