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Riprendiamo da LIBERO di oggi, 05/08/2024, a pag. 11, con il titolo "Dalla lotta al capitalismo al turbo-genderismo", il commento di Marco Bassani Queste Olimpiadi passeranno alla storia per una serie di controversie collegate alla fluidità sessuale. La cerimonia di apertura ci ha plasticamente mostrato come forse il cristianesimo conti sempre meno nella società occidentale, ma sia ossessivamente nella mente delle drag queen. Le immagini di Angela Carini che si ritirava in lacrime durante un combattimento con la pugile algerina Imane Khelif, che ha cromosomi xy e aspetto del tutto evidentemente maschile, ha fatto il giro del mondo. Vi è da chiedersi se non si stia creando una nuova divisione di carattere politico e sociale all’interno del panorama politico occidentale, fondata su sesso e genere. IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA Il principio, filosofico prima ancora che giuridico, dell’uguaglianza assoluta si scontrava con la difesa delle diseguaglianze che si erano stratificate nel corso dei secoli. Per quasi duecento anni l’allargamento del suffragio rappresenta il basso continuo dell’Occidente e ogni battaglia per collegare voto e status, diritti e censo diventa semplicemente di retroguardia. LA NUOVA FRATTURA Si tratta di una divisione che è una vera rivolta contro la natura ma in fondo anche il socialismo e l’egalitarismo estremo lo erano - e vuole ribaltare un mondo che su questo versante non si era mai posto domande per venticinque secoli. La nuova frattura verte su sesso e genere e sta ormai creando due campi vieppiù ostili. Da un lato vi sono coloro che ritengono che i cuccioli degli uomini vengano al mondo come maschi o femmine (che ovviamente possono sviluppare preferenze sessuali eterodosse, ma ciò è l’eccezione, non la regola) e dall’altro sempre più ampio è il numero di coloro che pensano a un mondo indeciso e impregiudicato dalla Natura e dal Dio della Natura, nel quale ognuno può reinventarsi come meglio crede e nel quale l’intera società debba essere costruita a misura di colui il quale ha la più acuta disforia sessuale. La difesa filosofica del welfare si fonda sull’idea che le istituzioni statali debbano adottare politiche volte a far sì che le differenze di reddito vadano a favore dei meno avvantaggiati. LA BATTAGLIA DEL SESSO Il campo di battaglia più recente fra queste inconciliabili visioni del mondo sembrano essere gli sport femminili. Gli eredi del gruppo che nel corso del tempo proclamava prima l’uguaglianza assoluta, poi l’intollerabilità del capitalismo come modo di riproduzione dell’esistenza umana sul pianeta, e infine che più Stato sociale c’è e meglio è per tutti, vorrebbero aprire gli sport femminili a tutte le donne, anche se non venute al mondo come tali. I fedeli attardati di un mondo che fu sostengono invece che questo significherebbe la fine degli sport femminili. Il punto è che i “genderisti” hanno in parte ragione. Le differenze sessuali sono frutto (anche) di una costruzione culturale, che però ha consentito alla società di riprodursi e progredire. Più i sessi vengono messi in discussione e più generi vengono alla luce. Il che vuol dire che la cultura ha infinite possibilità di agire su sesso e carattere. Sei ruoli sessuali sono una costruzione culturale, la cultura agisce ancor più violentemente e in modo iconoclasta nel mettere in discussione un mondo di semplici maschi e femmine. E non sono del tutto convinto che una società nella quale i cisgender saranno una minoranza come un’altra avrà alla fine la possibilità di proseguire l’umana avventura sul pianeta. Per inviare a Libero la propria opinione, telefonare: 02/99966200, oppure cliccare sulla e-mail sottostante lettere@liberoquotidiano.it |
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